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La terza sezione della Corte di Cassazione ha deciso il maxi-risarcimento che la Regione Sicilia dovrà corrispondere a un 29enne malato di cancro. Il giovare è stato sottoposto da bambino ad una trasfusione di sangue infetto, che gli ha causato diverse malattie nel corso della sua vita. Rigettato il ricorso dell’amministrazione siciliana dagli ermellini, che mettono la parola fine alla vicenda.

Trasfusione infetta gli causa il cancro: maxi-risarcimento

Il ragazzo, originario di Scaccia, è stato sottoposto ad una trasfusione di sangue all’ospedale Ingrassia di Palermo a soli 7 anni. Purtroppo, proprio a causa di questa trasfusione ha contratto l’epatite C e, a 17 anni, una forma di cancro al fegato.

Inizialmente l’assessorato alla Salute era stato condannato a risarcire circa 950mila euro al 29enne. Dopo il ricorso in Cassazione, la somma del maxi-risarcimento è passata a un milione e 800mila euro. Una cifra definitiva, dato che i togati hanno bocciato il ricorso della Regione.

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Veneto, 15 milioni di euro per le vittime di trasfusioni infette

La Sicilia non è l’unica Regione a fare i conti con le trasfusioni infette.

In Veneto, pochi giorni fa, il presidente della Regione Luca Zaia ha dato mandato di anticipare 15 milioni di euro per gli indennizzi statali alle vittime di sangue trasfuso infetto. Sarebbero ben 1330 le persone che avrebbero contratto Hiv ed epatite a causa delle trasfusioni.

Il Veneto ha condotto quasi un braccio di ferro con la Corte dei Conti e con il Governo per giungere ad un accordo nazionale (…) e farsi così autorizzare a non far pagare alle vittime il conto amaro di un errore della sanità e dei ritardi del Ministero della Salute.

La nostra è stata una lunga battaglia di solidarietà e di responsabilità, intrapresa per alleviare, anche se in maniera parziale, i danni incommensurabili patiti da queste persone“, ha dichiarato Zaia.

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