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Una ricerca pubblicata su The Ancient History Bulletin e condotta dalla ricercatrice canadese Katherine Hall, della Dunedin School of Medicine dell’Università di Otago, propone una nuova teoria sulla causa della morte di Alessandro Magno. Secondo lo studio, il celebre condottiero sarebbe morto a causa della sindrome di Guillen-Barré. Questa patologia danneggia gravemente il sistema nervoso periferico e può condurre il malato alla paralisi completa. La ricercatrice sostiene che, per questa ragione, Alessandro Magno fu sepolto perché creduto morto dai medici dell’epoca.

Entrata di Alessandro in Babilonia

Entrata di Alessandro in Babilonia, Charles Le Brun

La morte “divina” di Alessandro Magno

Alessandro Magno morì nel 323 a.C., a soli 32 anni, dopo aver conquistato e costruito un impero: oggi, è ricordato come una delle maggiori figure della storia.

Grazie ai suoi trionfi bellici fu denominato “Magno” e divenne una vera e propria leggenda. Fino ad oggi, la causa della sua morte era stata ricondotta a ipotesi quali un’infezione, alcolismo o ad un omicidio. I resoconti storici sui suoi ultimi giorni di vita raccontano che Alessandro Magno iniziò a stare male dopo una notte di festeggiamenti nella quale bevve molto vino.

Nei giorni seguenti avvertì forti dolori addominali che lo costrinsero a letto e perse pian piano la capacità di muoversi. Dopo undici giorni, fu dichiarato morto dai medici e preparato per la sepoltura.

tomba di alessandro magno

Sarcofago di Alessandro Magno, Istanbul archaeology museums

La ricerca

Secondo la Dottoressa Hall, le precedenti ipotesi sulla morte di Alessandro Magno non spiegano un dettaglio fondamentale riportato dalle fonti storiche, ovvero quello che il corpo del generale non manifestò segni di decomposizione per sei giorni, avvenimento che gli antichi interpretarono come segno di discendenza divina di Alessandro.


Lo studio di Katherine Hall sostiene che Alessandro Magno morì a causa della sindrome autoimmune di Guillen-Barré che paralizzò il condottiero macedone per sei giorni, togliendogli gradualmente la capacità di muoversi, parlare e respirare. La causa fu un’infezione da Campylobacter pylori, molto diffusa all’epoca, che avrebbe scatenato la sindrome. La malattia portò alla progressiva paralisi dei muscoli respiratori, rendendo l’attività respiratoria impercettibile ai medici dell’epoca che, per attestare la morte di una persona, non controllavano il battito cardiaco. Quindi, secondo lo studio, Alessandro Magno era ancora vivo quando il suo corpo fu preparato dai suoi soldati per la tumulazione.