Piloti d'aereo: 1 su 4 non dorme abbastanza prima di effettuare un volo

Sono tantissime le persone che affrontano ambienti e condizioni di lavoro molto dure. Una delle difficoltà maggiori da affrontare è legata al riposo, fondamentale affinché ognuno riesca tanto a dare il massimo nella propria mansione quanto ad assicurarsi un’ottima, o almeno giusta, condizione psicofisica nella vita privata.

Ci sono determinati lavori in cui un numero sufficiente di ore di sonno è la base del corretto svolgimento del proprio ruolo, in particolare se coinvolge la sicurezza di altre persone: si pensi ad un medico, un chirurgo, o un pilota d’aerei. Svolgere le proprie mansioni con il corpo non ricaricato a dovere è certamente un rischio da evitare.

Un pilota su 4 non dorme abbastanza

Eppure, a proposito dei piloti d’aerei, pare che problemi, in questo senso, ce ne siano. Secondo un sondaggio svolto dall’Australian Transport Safety Bureau, e riportato dallo Sportello dei Diritti, su un campione di 625 piloti (tutti provenienti dalla “terra dei canguri”) il 10% circa si metterebbe in volo con appena 5 ore di sonno alle spalle, mentre il 17% entrerebbe in cabina di pilotaggio con 12 ore di riposo accumulate nei due giorni precedenti.

pilota

Immagine di repertorio

Il sondaggio è stato rivolto a tutti i piloti di aerei per  voli interni, internazionali, charter e aeromedici. Il rapporto ha evidenziato che “é stato dimostrato che queste soglie di sonno sono associate a prestazioni compromesse“. Altro dato significativo è che dei piloti sotto la soglia minima di riposo necessario, la maggior parte si occupa di voli internazionali.

Condizioni di lavoro dure anche sul cibo o le assenze

È importante che gli operatori implementino politiche per ridurre la probabilità di problemi legati alla stanchezza attraverso pratiche di roster e fornendo una cultura organizzativa in cui l’equipaggio può segnalare la stanchezza in un ambiente favorevole“, continua l’Atsb.

Già, perché, a quanto pare, non è solo il sonno a compromettere il benessere fisico dei piloti. Secondo i piloti di voli nazionali, le giornate lavorative sono sempre più lunghe, e lasciano ovviamente poco spazio al riposo; inoltre, per loro sarebbe più difficile avere accesso al cibo, a differenza dei colleghi impegnati in voli diversi.

aeroporto sydney

Ancora, alcuni hanno dichiarato che almeno una volta, durante l’anno, sono stati costretti ad assentarsi dal lavoro, per un periodo di 1-3 giorni, a causa della troppa stanchezza accumulata, ma che questi episodi non siano stati visti di buon occhio dalle compagnie.

I risultati di questa ricerca suggeriscono che operare in circostanze favorevoli alla fatica è una sfida continua per una percentuale di piloti del trasporto aereo australiano“, si legge ancora nel rapporto.

“Sono tanti i piloti che dormono durante un volo”

I dati raccolti dall’istituto australiano meriterebbero un riscontro con le situazioni vigenti in Europa ed in America. Ad affermarlo è Giovanni d’Agata, presidente di Sportello dei diritti.

Anche perché l’indagine condotta dall’Atsb non tiene conto di un’ulteriore, gravissimo problema, raccontato dal direttore tecnico e di sicurezza australiano e internazionale dei piloti, Shane Loney: quanti piloti si addormentano durante una trasvolata?

L’ho visto dal vivo in un gruppo di 250-300 piloti ed è quasi scioccante vedere quante persone lo hanno fatto. La cosa peggiore è la strana occasione in cui hai due piloti che si sono addormentati involontariamente. Succede molto più spesso di quanto vorremmo immaginare“.

Piloti d'aereo: 1 su 4 non dorme abbastanza prima di effettuare un volo

Immagine di repertorio

Insomma, sebbene la maggior parte dei coinvolti nella statistica non riporti nessuna problematica connessa alle ore di sonno, è indubbio che i numeri relativi a chi invece accumula debito di riposo è molto alto.

Dopo l’allarme lanciato dall’Università di Harvard sulle tendenze suicide di alcuni piloti, resta da capire che conseguenze seguiranno a questa preoccupante notizia. Si effettueranno ricerche anche in Europa, o in Italia?