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L’Asteroide chiamato 99942 Apophis è stato scoperto nel 2004 dal Kitt Peak National Observatory, in Arizona. Si tratta di un asteroide la cui orbita è vicina a quella della Terra e, insieme ad altri asteroidi detti near- Earth Object (NEO), sono tenuti d’occhio dagli scienziati, che ne studiano attentamente le traiettorie, perché possono costituire un pericolo in caso di collisione con il nostro pianeta. Alla Space Safety conference 2019 dell’Agenzia spaziale europea, hanno riassunto così la situazione: attualmente sono circa 80 i corpi celesti, tra asteroidi e comete, sotto osservazione che gravitano intorno alla Terra.

In cima alla lista c’è 99942 Apophis, primo sulla Scala Palermo, utilizzata dagli studiosi per quantificare il rischio.

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Miglior stima dell’orbita dell’asteroide nel suo passaggio ravvicinato nel 2029, la barra bianca indica l’intervallo di incertezza. Foto/Nasa JPL

L’impatto sulla Terra

I ricercatori russi del Dipartimento di Meccanica celeste dell’Università di San Pietroburgo hanno lanciato l’allarme di una possibile collisione tra l’asteroide e la Terra. Dopo accurati calcoli, hanno stimato che Apophis passerà molto vicino al nostro pianeta il 29 aprile 2029. Questo passaggio ravvicinato potrebbe provocare un cambio di traiettoria e una possibile dispersione per le traiettorie future.

Rüdiger Jehn, capo del dipartimento della difesa planetaria dell’ESA, afferma: “Era previsto un impatto possibile per il 2029 e poi per il 2036, ma oggi sappiamo che entrambe le volte passerà molto vicino alle Terra senza toccarla. Esiste una probabilità ancora attiva di impatto nel 2068, attualmente stimata in uno su un milione

Una possibile soluzione ad Apophis

L’Europa e l’Esa fanno parte di un programma mondiale per lo studio e difesa dagli asteroidi e sempre durante la Space Safety Conference 2019, a Darmstadt in Germania, l’Esa ha presentato un piano di difesa.

Secondo Ian Canelli dell’Esa, la soluzione possibile è una e afferma: “Esistono diverse ipotesi di tecniche di intervento, ma l’unica per ora davvero realistica e potenzialmente efficiente è l’impatto cinetico”. Ovvero colpire l’asteroide con un’astronave imprimendogli una deviazione alla traiettoria sufficiente a scansarlo dalla Terra”. A breve, l’Agenzia Spaziale Europea inizierà ad effettuare le prime prove con una sonda.