Incendio al centro sportivo del Flamengo: 10 morti tra cui 6 ragazzi del vivaio

Un incendio ha colpito il centro di allenamento del Flamengo, a Vargem Grande, Rio. La squadra, famosissima in Brasile, perde 10 persone: 6 ragazzi del vivaio e 4 impiegati. Ci sono anche 3 feriti, di cui uno in gravi condizioni.

Lo scoppio dell'incendio

Alle 5:17 di questa mattina, ora locale, quando in Italia erano le 8:17, è scoppiato un incendio. Immediatamente sono stati chiamati i soccorsi e, con il lavoro dei Vigili, l'incendio si è estinto appena 2 ore dopo. Quando le fiamme hanno cominciato a distruggere l'edificio, la prima squadra era lontano dalla sede, ma c'erano invece i ragazzi del vivaio. 6 giovani, che hanno tra 14 e i 17 anni, sono morti mentre dormivano, altri 3 invece sono feriti.

I ragazzi feriti

Jonathan Cruz Ventura, appena 15 anni, è in gravi condizioni: le fiamme hanno bruciato il 40% del suo corpo. In queste ore sta subendo un'operazione chirurgica all’ospedale Pedro II. Francisco Diogo Bento Alves, 15enne, si trova in terapia intensiva, ma le sue condizioni al momento sono stabili. Non destano invece preoccupazione le condizioni del terzo ragazzo ferito, Cauã Emanuel Gomes Nunes, appena 14 anni, che è cosciente e si pensa che possa lasciare l'ospedale già nelle prossime ore.

Sabato si sarebbe dovuta giocare la partita Flamengo-Fluminense valida per le semifinali della Coppa Guanabara, ma la Federcalcio di Rio ha già fatto sapere che il clima non è più quello adatto a disputare una partita di calcio. Entrambe le squadre hanno sospeso gli allenamenti. Leonardo, che ben conosce il Flamengo, e ora dg dell'area sportiva del Milan, sentito dall'Ansa, ha spiegato: "Sono molto toccato da quello che è successo al centro Ninho do Urubu, quando ho cominciato a giocare nelle giovanili del Flamengo c'era solo il terreno e il sogno di costruire un centro sportivo di alto livello". E ancora: "Vorrei abbracciare tutte le famiglie delle vittime dell'incendio. Il mio pensiero e la mia preghiera sono per quei giovani che inseguivano il sogno di diventare calciatori".