Thalia

Il 17 febbraio Thalia compirà 2 anni, un tempo relativamente breve ma pieno di difficoltà per lei e per la sua famiglia. La bambina, infatti, è nata a Firenze con una patologia alla gamba sinistra chiamata emimelia tibiale, che consiste nella totale assenza della tibia. La gamba è più corta del normale ed è piegata verso l’interno, cosa che rende impossibile camminare ed essere autosufficienti. Essendo una patologia rarissima, in Italia l’unica soluzione proposta ai genitori è stata quella di amputare l’arto. Due soli chirurghi al mondo sono in grado di risolvere il problema, così la famiglia ha chiesto aiuto per sostenere le ingenti spese economiche di un trasferimento all’estero.

Una patologia rarissima

La mamma della bambina, Valeria Pellegrini, ha raccontato la tragica storia sulla pagina di Facebook Insieme per Thalia: “Thalia è nata il 17 febbraio 2017 a Firenze con una malformazione alla gamba sinistra insieme ad una malformazione all’esofago”. I medici hanno deciso di operarla 2 volte nel giro di 5 mesi, per permetterle di deglutire e mangiare normalmente. Fortunatamente da luglio 2018 riesce a nutrirsi per bocca, ma il problema alla gamba si è rivelato molto più delicato: “È una patologia rarissima – spiega la madre – con un’incidenza di uno su un milione.

Thalia è quella bambina su un milione. In più ha una biforcazione del femore a rendere la gamba ancora più complessa. Per poter camminare Thalia ha bisogno di una serie di delicati interventi che solo 2 chirurghi ortopedici al mondo riescono ad eseguire con successo”.

Thalia

La piccola Thalia (foto: Facebook / Insieme per Thalia)

La speranza all’estero

Il trattamento prospettato in Italia ha rappresentato un vero e proprio shock per i genitori: “Data la rarità di questa malformazione purtroppo è ancora poco conosciuta e nessuno in Italia esegue questo trattamento. L’unica soluzione che ci è stata proposta è stata l’amputazione”.

La speranza è arrivata dopo aver saputo di una particolare tecnica chiamata Weber-Paley, dal nome dei due ortopedici che l’anno messa a punto. Sebbene possa salvare la gamba di Thalia, è eseguita solamente a Dubai e in Florida. “Il trattamento – racconta la madre – consiste di 4 operazioni da eseguire in 6 mesi durante i quali Thalia dovrà portare un fissatore esterno. In più dovrà stare altri 3 mesi per mettere il gesso e fare fisioterapia. Dovremo stare all’estero per 9 mesi circa”.

Le raccolte fondi

Dal quel momento è partita una gara di solidarietà, attraverso cene benefiche e una raccolta fondi su Gofundme, per permettere l’intervento e la costosa permanenza all’estero. Su Gofundme, al momento, sono stati raccolti 83.006 euro sui 200mila posti come traguardo finale. A fine gennaio il comune di Terranuova Bracciolini, dove risiede la famiglia, è riuscito a raccogliere quasi 14mila euro con una cena benefica. “Questa pagina – concludono i genitori su Facebook – nasce dall’enorme supporto che abbiamo ricevuto e la vorremmo condividere con chi ha piacere di seguire Thalia in questo suo speciale viaggio”.

Thalia

La malformazione non consente a Thalia di camminare (immagine: Youtube)

Immagine in alto: Facebook