È morta Caterina Morelli: rifiutò la chemioterapia per portare avanti la gravidanza

Caterina Morelli è morta all’età di 37 anni. Nel 2012, aveva scoperto di avere un tumore aggressivo al seno mentre era incinta del suo secondo figlio. Per portare a termine la gravidanza aveva deciso di rimandare la chemioterapia. Da sette anni lottava contro la malattia che l’ha portata via. Si è spenta a Firenze la notte dell’8 febbraio scorso.

Chi era Caterina Morelli

Era una giovane dottoressa specializzata in chirurgia pediatrica. Viveva a Firenze con il marito Jonata, con il quale si era sposata nel 2012. Due anni prima avevano avuto una bambina, Gaia. Poco dopo il matrimonio Caterina aveva scoperto di essere incinta del secondo figlio, Giacomo, e, quasi contemporaneamente, di avere un tumore al seno. A Firenze le avevano proposto di interrompere la gravidanza per sottoporsi alla chemioterapia, ma la donna aveva rifiutato per amore di quel bimbo che portava in grembo. Si era rivolta, allora, all’Istituto europeo di oncologia di Milano, dove aveva iniziato una fase di cure meno invadenti per il feto ma con più rischi per la mamma.

[caption id="attachment_336088" align="alignnone" width="854"]Gli amici le hanno dedicato uno striscione. Immagine: Gabriele Toccafondi/Facebook Gli amici le hanno dedicato uno striscione. Immagine: Gabriele Toccafondi/Facebook[/caption]

La ricaduta

Nel 2013, subito dopo la nascita del bambino per il quale aveva lottato tanto, Caterina si era sottoposta a degli interventi per asportare il tumore e alle conseguenti terapie di chemio. La donna sembrava stare meglio ma nel 2015 sono comparse nuove metastasi che hanno intaccato il fegato, il polmone e le ossa. Iniziano per lei nuovi, durissimi, cicli di chemioterapia. Nel settembre 2018 le sue condizioni peggiorano, chiede così di anticipare al 26 gennaio 2019 la prima comunione della figlia Gaia per potervi partecipare. Poi il triste epilogo, nel pomeriggio del 7 febbraio scorso Caterina entra in coma, spegnendosi il giorno dopo.

[caption id="attachment_336093" align="alignnone" width="854"]Anche allo stadio Franchi di Firenze, in curva Fiesole, è comparso uno striscione per Caterina Morelli. Immagine: Gabriele Toccafondi/Facebook Anche allo stadio Franchi di Firenze, in curva Fiesole, è comparso uno striscione per Caterina Morelli. Immagine: Gabriele Toccafondi/Facebook[/caption]

La forza travolgente di questa donna

Nonostante il suo difficile percorso, la giovane dottoressa non si è mai arresa e anzi ha contagiato tutti con la sua energia. Da sempre molto attiva nel movimento cattolico laico Comunione e Liberazione, durante questi sette anni ha organizzato dei viaggi a Lourdes e a Medjugore. Ma ha fatto molto di più, ha aperto le porte della sua casa per accogliere e confortare chi ne aveva bisogno. Ha creato un gruppo Whatsapp per parlare della malattia, per pregare e trasmettere ad altri la sua forza. Era una donna amata dalla propria famiglia, dagli amici e da tutta la comunità, lo hanno dimostrato le tantissime persone presenti al suo funerale. Moltissimi i messaggi di affetto arrivati in questi giorni alla famiglia, anche da parte di Don Julián Carrón, alla guida di Comunione e Liberazione. Un post delle amiche su Facebook è stato condiviso anche dal deputato Gabriele Toccafondi.

[caption id="attachment_336112" align="alignnone" width="854"]Il post del deputato per ricordare Caterina Morelli. Fonte: Gabriele Toccafondi/Facebook Il post del deputato per ricordare Caterina Morelli. Fonte: Gabriele Toccafondi/Facebook[/caption]

La storia di Caterina è la storia di tante donne, come quella di Chiara Corbella Petrillo o di Carrie DeKlyen, che si sono sacrificate per amore di una nuova vita, quella dei propri figli.