Pompei, la città rimasta ferma nel tempo. Per la precisione a quel 79 d.C. quando l’eruzione del Vesuvio la sommerse sotto strati di cenere, materiale piroclastico e lava. Riportata alla luce già in età moderna, dai primi scavi effettuati dal re Carlo III di Spagna, a partire dal 1748, la città romana ancora oggi affascina curiosi e studiosi.

Lo scorso novembre l’incredibile scoperta dell’affresco di Leda e il cigno, in perfetto stato di conservazione, oggi, sempre nella stessa residenza, l’annuncio di un nuovo ritrovamento ha emozionato tutti.

Pompei: torna alla luce l’affresco del Narciso

Come annunciato sulla pagina Facebook degli scavi di Pompei.

In questi giorni un altro capolavoro di arte di tarda età romana è tornato alla luce; si tratta dell’immagine del Narciso immortalato intento a contemplare con lo sguardo innamorato il suo riflesso, come mito narra. Una scoperta, racconta Alfonsina Russo – direttore generale ad interim del parco archeologico di Pompei, fatta scavando e ripulendo gli ambienti retrostanti una stanza del cubiculum di Leda.

Alfonsina Russo e Massimo Osanna

Alfonsina Russo e Massimo Osanna. Credits: Facebook

La bellezza di queste stanze, evidente già dalle prime scoperte – racconta – ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo per portare alla luce l’ambiente di Leda e l’atrio retrostante.

Ciò ci consentirà in futuro di aprire alla fruizione del pubblico almeno una parte di questa domus”.

Gli affreschi

Come spiegato da Massimo Osanna– direttore scientifico degli scavi Regio V, i bellissimi muri affrescati suggeriscono che l’ambiente fosse destinato all’intrattenimento degli ospiti. A dare questo indizio tutti i personaggi di contorno che si muovo intorno al Narciso.

Negli affreschi sono infatti rappresentate scene di lussuosi banchetti, dove sono presenti anche tutti gli elementi della corte dionisiaca.

I personaggi, come spiega Osanna, sono raffigurati in atteggiamenti languidi e rilassati intenti a godersi le gioie del banchetto e della vita.

I nuovi affreschi. Credits Facebook

I nuovi affreschi. Credits Facebook

Due ambienti significativi

Entrambi gli ambienti sono stati definiti significativi per la storia dell’insediamento e per capire di più riguardo a usi e costumi dell’epoca. Nella presentazione, viene spiegato che nell’azione di ripulitura sono emersi anche altri affreschi raffiguranti animali e motivi fantastici risalenti all’epoca detta del IV stile e non solo! Sempre nella parte retrostante sono stati rinvenuti i resti di una scala, sotto la quale sono stati ritrovati vasi in vetro e bronzo.

Visto e considerato l’ottimo stato di conservazione, gli studiosi ipotizzano che la stanza risalga all’ultimo periodo di vita della colonia.