80enne in carcere: ha molestato la figlia per decenni

Ieri, sono scattate le manette per un uomo di 80 anni originario di Gallarate, in provincia di Varese, che ha molestato sua figlia, affetta da problemi psichici e ritardo cognitivo, da quando la donna, oggi 43enne, aveva appena 9 anni. Una storia orribile che si è conclusa con la custodia cautelare in carcere del padre “mostro”. L’uomo non ha mai ammesso le violenze sessuali, neanche di fronte a prove incontrovertibili: filmati e audio che testimoniavano gli abusi.

Le molestie sessuali

Questo 80enne ha abusato di sua figlia per decenni e non si è fermato nemmeno quando lei ha tentato di togliersi la vita.

80enne in manette: ha abusato della figlia per decenni

Immagine di repertorio

Dopo il tentato suicidio, la donna è stata accolta da una comunità. Suo padre la andava a trovare e di fronte il personale la baciava sulle labbra e la palpeggiava, come se nulla fosse. Proprio il personale della comunità ha inoltrato una segnalazione alle forze dell’ordine e le indagini avviate hanno confermato quanto era già evidente agli operatori. Secondo le evidenze raccolte dalla Procura di Busto Arsizio, l’80enne ha molestato sua figlia per anni.

La richiesta di custodia cautelare

Dopo le indagini, il sostituto procuratore Rossella Incardona ha richiesto che venisse eseguita contro l’80enne una misura di custodia cautelare in carcere, che in prima istanza venne tuttavia respinta.

La richiesta venne infatti rifiutata dal gip di Busto Arsizio per l’assenza di una querela di parte. La querela di parte secondo il gip doveva essere avanzata dalla figlia dell’80enne affetta da disturbi psichici e ritardo cognitivo.

80enne in manette: ha violentato sua figlia per decenni

Procura di Busto Arsizio. Foto: Procura di Busto Arsizio

Tuttavia, la Corte d’appello aveva poi accolto la richiesta del sostituto procuratore, ma l’80enne, che non ha mai ammesso di aver abusato di sua figlia neanche di fronte a prove inequivocabili, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, difeso dall’avvocato Alberto Talamone.

La Cassazione ha respinto il ricorso e ha dato esecuzione alla richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dal sostituto procuratore Rossella Incardona. Ieri, l’80enne è quindi finito in carcere.