mafia alimentare


L’agromafia non è altro che l'insieme di attività illecite della mafia e della criminalità organizzata nell’attività agricola e alimentare. La Coldiretti è un’associazione di assistenza e di rappresentanza dell’agricoltura italiana e insieme agli altri due enti citati precedentemente, hanno fatto chiarezza sul modo in cui la mafia riesce ad arrivare anche nelle nostre tavole.

La mozzarella sbiancata nel menù del giorno

Chi si immagina che la mafia si occupi solamente di spaccio, prostituzione e appalti probabilmente ne ignora la capillarità, le versatilità e la potenza. Accade più spesso di quanto si immagina di contribuire al loro finanziamento con gesti del tutto involontari, vittime di un sistema che si nutre di disinformazione e corruzione. Anche la nostra alimentazione, quello che quotidianamente potrebbe finire sulla nostra tavola può essere il prodotto di un traffico illecito o, come in questo caso, di processi illeciti. C'è un tornaconto non indifferente dietro la messa in vendita di prodotti apparentemente appetitosi e freschi che, in realtà, non dovrebbero nemmeno trovarsi sul commercio. Nel VI report a cura di Coldiretti, Euripes e Osservatorio sulla criminalità, si evincono bene quali tipi di prodotti "contraffatti" si insinuano nei nostri menù con un aspetto più che ingannevole. Le scoperte più sconcertanti portano il nome di mozzarella sbiancata con la soda o con perossido di benzoile, un elemento utilizzato in associazione con antibiotici per il trattamento dell'acne. Continuando con pesce non fresco, ma ugualmente pronto per essere mangiato grazie all’inganno del cafados: un composto di acidi organici e acqua ossigenata. Questa sostanza mescolata con il ghiaccio rende il pesce di una freschezza apparente. Inoltre secondo il rapporto é possibile condire il tutto con olio di semi spacciato per olio extra vergine d’oliva e con del parmigiano di bassa qualità come se fosse in realtà il nostro eccellente Grana Padano DOP o il reggiano.

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Macelli clandestini, pesce illegale, tartufo cinese e molto altro!

Un pericolo da non sottovalutare, secondo il sesto rapporto, é anche la carne prodotta senza nessun controllo sanitario in merito alle procedure igieniche cui dovrebbero attenersi i macellai. Finiscono nell'elenco dei cibi illegali anche le frittelle di bianchetti: pesce azzurro pescato nel mar Mediterraneo. Il regolamento UE 1967/2006 ne vieta la cattura e la vendita, ma è stato constatato come il commercio sia ancora possibile tramite vie illegali. É inoltre emerso coome il nostro rinomato tartufo possa essere sostituito nel commercio con il suo fratellastro cinese senza palesarlo. Si chiama Tuber indicum e nasce in Cina, assomiglia nell’aspetto al nostro tartufo nero nostrano, ma non nella qualità. In conclusione anche il vino secondo il rapporto elaborato può presentare delle irregolarità. Basta correggere il vino scaduto aggiungendo dello zucchero per adulterarlo, pratica vietata in Italia.

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Lo sfruttamento è servito

“È necessario controllare affinché tutti i prodotti che arrivano sulle tavole degli italiani, provenienti dall’interno o dall’esterno dei confini nazionali rispettino gli stessi criteri. Garantendo che dietro agli alimenti in vendita sugli scaffali o serviti al ristorante, ci sia un percorso di qualità e legalità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, ribadendo la necessità di controllare i cibi low-cost poiché possono nascondere ingredienti di bassa qualità e costituire un pericolo per l’umanità. Bisogna prestare attenzione anche aiprodotti che sono ricavati dallo sfruttamento come le nocciole turche o le banane dell'Ecuador tramite il lavoro minorile proprio come denuncia il Ministero del lavoro degli Stati Uniti.