Samuel Little ha ucciso 90 donne, ora le disegna affinché l'FBI possa identificarle

Samuel Little probabilmente passerà alla storia come il serial killer con più vittime sulla coscienza degli Stati Uniti. In carcere con un ergastolo per 3 omicidi, durante un’intervista, l’uomo ha rivelato di aver ucciso 93 donne dagli anni ’70 al 2012, fornendo dettagli inequivocabili della sua colpevolezza. Ora, collabora con la giustizia ma accettare il suo aiuto non è stato facile per l’FBI: non è pentito e quando ricorda e disegna le sue vittime si eccita.

Le 93 vittime

Samuel Little è un pugile professionista ed è stato arrestato nel 2012 perché spacciava droga in un rifugio per senzatetto.

Il suo passato è costellato di reati, dalla rapina a mano armata allo stupro. Dopo l’arresto, è stato estradato in California, dove si trova tutt’ora recluso in carcere. Qui, sono state registrate le sue impronte digitali.

Samuel Little ha ucciso 93 donne e ora le ritrae per farle identificare

I ritratti di alcune delle vittime di Samuel Little

Si è scoperto che il suo DNA combaciava con quello trovato su 3 vittime di omicidi irrisolti risalenti agli anni ’80. Anche se si è proclamato innocente, Samuel Little è stato condannato a 3 ergastoli senza la possibilità di essere rilasciato con la libertà vigilata. L’anno scorso il serial killer ha accettato di farsi intervistare dall’analista del crimine Cristina Palazzolo in cambio di un trasferimento in un’altra prigione.

Durante l’intervista Samuel Little ha confessato più di 90 omicidi fornendo particolari così precisi che era impossibile che li avesse semplicemente immaginati. L’FBI ha quindi condotto delle indagini per verificare se il suo racconto coincidesse con qualche caso irrisolto o archiviato come overdose o incidente stradale.

La maggior parte delle sue vittime sono state uccise con botte e poi strangolate ma erano donne o transessuali con una vita ai margini – tossicodipendenti, senzatetto, prostitute – per cui molte delle loro morti non sono state considerate omicidi ma come risultato di overdose oppure di incidenti.

Il serial killer sceglieva queste vittime “invisibili” proprio per non destare i sospetti delle autorità. Un altro escamotage adottato per sfuggire alle forze dell’ordine era quello di viaggiare di Stato in Stato in modo che gli inquirenti non potessero collegare i crimini ad una sola persona. La maggior parte degli omicidi di cui è colpevole Samuel Little sono stati commessi in un periodo in cui non esistevano prove del DNA e non esisteva nemmeno un archivio di tutti i crimini violenti, come quello di cui oggi l’FBI si serve: il Violent Criminal Apprehension Program.

Samuel Little ha ucciso 93 donne: i loro ritratti per identificarle

Altri ritratti delle vittime disegnati dal serial killer Samuel Little

I ritratti delle 93 vittime

Samuel Little si è offerto di disegnare i ritratti delle sue vittime per aiutare l’FBI a identificarle. Un’offerta che non è stata accettata a cuor leggero dal Bureau. Al Washington Post, il detective Bernie Nelson ha spiegato il perché: “Parlando con lui, puoi sentire quanto si eccita a descrivere i suoi omicidi e a descrivere come ha strangolato le sue vittime“. Senza mezzi termini il detective l’ha definito “un mostro.

Dopo le prime indagini condotte in base ai ritratti disegnati dal serial killer gli inquirenti hanno identificato 36 vittime. Ma Samuel Little ha 78 anni, è malato di diabete e sulla sedia a rotelle, e non riesce a ricordare le date in cui ha compiuto gli omicidi. Per questo motivo, l’FBI ha deciso di diffondere i ritratti delle persone che ha ucciso lanciando un appello affinché congiunti o amici delle vittime possano identificarli.

Credits immagine in evidenza: AP