Nino D'Angelo

Nino D’Angelo, cantautore italiano, torna di nuovo a parlare ai suoi fan. L’argomento che gli sta a cuore è quello della donazione di organi che, come racconta a Il Mattino, ha salvato suo cognato. L’uomo ha potuto beneficiare di questo trattamento, senza il quale non sarebbe di certo ancora in vita.

Non è un argomento sconosciuto per il cantante

Già negli anni 2000 Nino D’Angelo aveva contribuito offrendo la sua partecipazione gratuita ad una campagna video-mediatica volta alla sensibilizzazione per la donazione di organi. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule (A.I.D.O.) attraverso un corto di 2 minuti e uno spot di 30 secondi sotto il nome di La morte non esiste.

Nino D’Angelo fa di nuovo sentire la sua voce in merito alle donazioni di organi, un argomento che gli sta molto a cuore

Nino D’Angelo

Nino D’Angelo ha dichiarato al quotidiano: “Donare un organo è un gesto d’amore, straordinario e bellissimo, ma è anche brutto perché bisogna morire per farlo. È la vita per la vita o la morte per la vita. L’ultimo modo, forse, per continuare ad esistere“.

Una visione europea della situazione

Nel 2016 la Spagna occupava il primo posto per numero di donazioni di organi. Il secondo Paese europeo è invece rappresentato dall’Italia, in cui sono state salvate circa 3.736 vite nel 2016 grazie ai trapianti.

Oltre alle donazioni post-mortem, hanno un ruolo rilevante anche quelle di chi decide di donare un proprio organo o parte di esso mentre è ancora in vita.

Agli ultimi posti troviamo invece la Germania dove il numero di organi a disposizione, come riporta Euronews, è in aumento, ma si registra una diminuzioni di trapianti ed espianti di organi. Tanto che si vorrebbe una legge che introduce il silenzio-assenso per la donazione dopo la morte.

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

I dati in Italia

Se nel 2017 in Italia si poteva sperare di poter aver fatto passi da gigante riguardo alle donazioni di organi, ma nel 2018 purtroppo si è tornati indietro.

I dati di 2 anni fa parlano chiaro: le persone disposte a donare organi sono state 1763.

Sfortunatamente nel 2018 si è rilevato un leggero calo in merito, con la cifra di 1672 donatori. La parte d’Italia maggiormente vittima della situazione è il Sud, che presenta ancora un forte divario con il Nord. Per questo motivo le associazioni non smettono mai di portare avanti campagne volte alla sensibilizzazione dei cittadini in merito alla questione.