Strage in India nord-occidentale a causa del consumo di alcol di contrabbando, prodotto in maniera illegale. Sarebbero almeno 150 i morti intossicati, mentre 225 sono in ospedale per aver bevuto il liquore tossico. Un episodio, purtroppo, non troppo assurdo nel subcontinente indiano, dove i lavoratori poveri delle zone rurali consumano spesso bevande alcoliche prodotte illegalmente, meno costose.

India: 150 morti e 225 intossicati per l’alcol illegale

Sono tutti lavoratori delle piantagioni di tè dello Stato di Assam le centinaia di persone intossicate dall’alcol di contrabbando. Una tragedia in cui ci sono almeno 150 morti.

Pochi giorni prima, altre 100 persone sono morte in Uttarakhand e Uttar Pradesh, nel Nord dell’India, per lo stesso motivo. Gli intossicati si sono presentati in ospedale con sintomi simili: vomito, dolori al petto e affanno.

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Un lavoratore delle piantagioni intossicato dall’alcol illegale. Foto: Reuters

Himanta Biswa Sarma, ministro della Salute di Assam, ha spiegato alla Reuters: “Abbiamo ancora più di 170 persone in ospedale con nuovi pazienti che vengono portati dalle aree vicine. Alcuni sviluppano complicazioni due giorni dopo aver consumato il liquore“. All’interno dell’alcol venduto di contrabbando sarebbe probabilmente presente il metanolo, un alcolico spesso usato come aggiunta per aumentare l’effetto alcolico del liquore.

L’alcol prodotto illegalmente è molto frequente in India

Purtroppo non è il primo incidente del genere che capita nel Paese asiatico. Nel 2011 più di 170 persone sono morte nel Bengala occidentale, al confine con il Bangladesh, per dell’alcol contaminato con il metanolo, che ha intossicato più di 300 persone. Quello di Assam è il peggior episodio da allora e i protagonisti sono sempre gli stessi: lavoratori poveri delle zone rurali che non possono permettersi l’alcol venduto nei negozi.

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I funerali di una delle vittime. Fonte: CNN

Per quanto successo nel Nord-Est dell’India sono state arrestate almeno 10 persone, al momento interrogate dalla Polizia che conta di risalire a tutti i responsabili. Le distillerie illegali, però, non mancano nella zona, abitata prevalentemente da braccianti agricoli in forti condizioni di povertà.