Russia, il marito la tradisce, lei rapisce, tortura e brucia viva l'amante

Brutale omicidio passionale quello che ha visto coinvolta una donna di 36 anni che, scoperto il tradimento del marito con una sua collega poco più giovane, che ha deciso di vendicarsi. Accade in Russia, dove Elena Romanova, originaria di San Pietroburgo, ha reagito male alla scoperta della relazione extraconiugale che il marito Evgeny , 37 anni, aveva con una collega, Maria Sokolova, 32 anni. La donna non solo ha affrontarto la rivale in amore, ma è arrivata persino a torturarla e, infine, a bruciarla viva.

La scoperta del tradimento e la vendetta

Elena avrebbe scoperto la storia d’amore dei due amanti su Facebook, notando una foto pubblicata da Maria raffigurante 101 rose rosse ricevute per San Valentino.

Lo stesso regalo che si era vista recapitare anch’essa, ed a coincidere era anche il mittente, Evgeny, il marito. L’indagine della donna tradita è proseguita, ed ha portato alla luce vacanze a Parigi ed in altri posti esotici spacciati da lui come viaggi di lavoro, e che invece erano vere e proprie scappatelle con Maria Sokolova, la sua amante da 5 anni. A quel punto la donna non ci ha visto più.

Elena ha chiesto un incontro chiarificatore con la donna, che non ha avuto nessuna remore a presentarsi di fronte a lei.

Ma l’intenzione della donna, ferita nei sentimenti, non era quella di discutere, e lo ha fatto capire fin da subito, presentandosi al confronto con un coltello. La goccia che ha fatto traboccare il già traballante caso è stata una frase della Sokolova: “Ti porterò via tuo marito“.

Russia, il marito la tradisce, lei rapisce, tortura e brucia viva l'amante

Maria Sokolova (Credits: East2west)

L’efferato omicidio e l’autodenuncia

La rabbia di Elena, a quel punto, era incontenibile: ha costretto Maria a salire in auto, l’ha legata e le ha stretto una sciarpa attorno al collo, fino a farla soffocare. Poi ha guidato per 30 minuti nella foresta, aspettando che la ragazza morisse.

Ma, una volta fermata l’auto, Elena si è resa conto che qualcosa non aveva funzionato: “Quando ho fermato l’auto, emetteva ancora dei suoni“, ha raccontato la carnefice alla polizia. A quel punto, la decisione di concludere quanto iniziato: “Avevo il coltello in mano, ero in stato confusionale, non riesco a ricordare cosa ho fatto“, ha confessato. Elena ha mutilato la donna, e poi le ha dato fuoco, mentre questa era ancora viva.

Sapevo che mia figlia aveva una relazione con un uomo sposato, non ero d’accordo, ma lei era felice. È stata strangolata, accoltellata e bruciata.

Elena aveva programmato tutto“; sono state queste le parole della madre di Maria, sconvolta.

Russia, il marito la tradisce, lei rapisce, tortura e brucia viva l'amante

Credits: East2west

Compiuto l’omicidio, la donna è andata alla stazione di polizia di San Pietroburgo a costituirsi. Ritirando l’autodenuncia subito dopo. A distanza di 5 anni  il processo si è avviato e la donna ora rischia fino a 20 anni di carcere.

La reazione di Evgeny alla tragica morte dell’amante

Come se non bastasse il terribile episodio dell’omicidio di Maria, a sorprendere e far soffrire ulteriormente i parenti della vittima è stato il comportamento di Evgeny: “Un vero codardo, non è venuto neanche ai funerali di Maria; per quanto ne sappiamo, oggi vive con un’altra donna” ha raccontato Daria, la sorella della vittima, che esprime un ultimo pensiero proprio su quest’ultima: “Era la persona a me più vicina“.

La madre di Elena, un’investigatrice diventata poi avvocato, ha dichiarato di essere inizialmente convinta della colpevolezza della figlia, ma che oggi, invece, crede nella sua innocenza. È proprio le a guidare la difesa della Romanova nel processo che, a breve, darà una verità processuale ufficiale.