marco giallini

L’attore italiano Marco Giallini, presto nelle sale dei cinema nei panni di Giuliano, il protagonista del film Domani è un altro giorno, ha dovuto fare i conti con il suo passato. Mettersi nei vestiti di un malato di cancro ha disotterrato dal passato dell’attore traumi, dolori e lutti mai davvero elaborati. Dalla morte del padre, anche lui malato, alla morte della moglie Loredana: un film, quello che si appresta ad essere trasmesso, in cui non c’è solamente il copione, ma anche una larga fetta di quotidianità e intimità estrapolata dalla vita dell’attore.

La perdita della moglie Loredana e la paura della morte

Quello che verrà trasmesso prossimamente nelle sale cinematografiche italiane, Domani è un altro giorno, è un film che non solo ha Marco Giallini per protagonista ma, si fa per dire, per autore. C’è molto del celebre attore romani nella nuova pellicola firmata Spada. Esattamente quanto il pensiero della morte ossessiona il protagonista del film, così Giallini si ritrova in ciò. Nel passato dell’attore c’è molto dolore legato, soprattutto, ai lutti che ha dovuto affrontare. Come il suo Giuliano, anche il padre di Giallini è morto per colpa di un tumore a 73 anni.

Ancor più difficile da affrontare e imprevisto il lutto legato alla moglie di Giallini, Loredana. La donna, conosciuta quando ancora il 14enne Giallini faceva il “bibitaro”, è morta nel 2011 per colpa di un’emorragia cerebrale. La morte ha dunque spazzato via, in un lampo, i 30 anni d’amore che li ha uniti.

marco giallini

L’attore romano Marco Giallini. Fonte/Caffeina Magazine

La morte improvvisa tra le sue braccia

Tutto aveva avuto inizio da un mal di testa spiega: “Ma vai a pensare… Lei e i bambini stavano per partire per il mare, sarebbero rimasti in vacanza un paio di mesi.

Invece, ha chiuso gli occhi e mi si è accasciata fra le braccia mentre chiacchieravamo. Io le parlavo all’orecchio, ma mi sono accorto che parlavo da solo, e ho maledetto Dio. Ha vissuto altri due giorni, ma senza riprendere conoscenza. Se non lo provi non lo puoi capire”. Lavorando sul copione di Domani è un altro giorno, certo l’occasione per riflettere sulla morte c’è stata e il pensiero di Giallini è volato a lei, nonché ai loro figli.

Intervistato da Vanity Fair, così l’autore ha dichiarato in merito: “Per me era tutto. In sette anni sono andato al cimitero soltanto due volte“.

Non bisogna tenersi nulla dentro

Sempre a Vanity Fair l’attore ha voluto poi spiegare come la morte della moglie lo abbia sicuramente legato ancor più ai figli, con cui è tuttuno, compagni con i quali ha dovuto far fronte al vuoto di un’assenza così fondamentale. Un grande insegnamento tratto però nell’esorcizzare il lutto: “É che bisogna parlare senza tenersi nulla dentro, perché poi ci si ritrova con i rimpianti delle cose non dette e ci fanno stare male tutta la vita“.

Sulla fatalità della vita, Giallini è un uomo più che istruito anche a sue spese: anche sulla sua pelle infatti, l’attore ha provato per qualche attimo il brivido dato dalla paura di morire. Così rivela a La Gazzetta dello Sport, di esser stato ad un passo dalla morte in due precise occasioni, una volta per colpa di un incidente in moto.

Marco Giallini e Valerio Mastroandrea

Marco Giallini e Valerio Mastroandrea sul set di Domani è un altro giorno

Una panoramica su Domani è un altro giorno

Il film è tratto dalla pellicola spagnola Truman, i protagonisti sono interpretati dagli attori italiani Marco Giallini e Valerio Mastrandrea.

I due sono amici intimi sia nella vita reale che nel film. Marco Giallini ricopre il ruolo di un attore romano malato di tumore ai polmoni, che rinuncia ad ogni sorta di cura dovendo dire addio a tutte le persone a lui care in soli quattro giorni. Il tutto diretto da Simone Spada.