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Non si sono ancora conclusi gli scrutini in Sardegna, dove quest’oggi si è votato per le regionali, ma il risultato è già evidente. Lo stacco del centrodestra di Christian Solinas è così netto rispetto ai risultati degli altri candidati che la situazione sembra ben chiara. I risultati non sono ancora stati ufficializzati, ma a questo punto dello sfoglio, numeri alla mano, è impossibile prevedere una sorpresa.

Intanto mentre il centrodestra esulta, al quartier generale dei pentastellati si incassa una disastrosa disfatta. Massimo Zedda, ormai molti voti dietro Solinas, tuttavia è soddisfatto del risultato del PD.

 

Solinas, il triofno

Sostenuto dalle liste del centrodestra, il senatore leghista ha portato a casa il 48% dei voti. Solinas, nuovo presidente della giunta regionale, godeva dell’appoggio di Fratelli d’Italia, la Lega, Forza Italia, Unione di Centro, Unione Democratica Sarda.

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Elezioni regionali sardegna. Fonte foto: Ansa

Il successo in termini di preferenza per la Lega, in particolare, è stato clamoroso, poiché era la prima volta che il partito si affacciava sulla Regione Sardegna. E Salvini festeggia: “Dalle politiche a oggi se c’è una cosa certa è che su sei consultazioni elettorali, la Lega vince 6 a zero sul Pd.

Anche in Sardegna, dopo il Friuli, il Molise, Trento, Bolzano e l’Abruzzo i cittadini hanno scelto di far governare la Lega. E come in Abruzzo anche in Sardegna è la prima volta che ci presentiamo alle Regionali. Grazie a tutti quelli che hanno deciso di darci fiducia“.

La reazione degli sconfitti

Intanto Massimo Zedda, che deve accontentarsi del 33% delle preferenze, dopo lo sfoglio di 1558 sezioni scrutinate su 1840, ammette la sconfitta a testa alta. “Il risultato dà la vittoria al centrodestra.

Ho mandato un messaggio a Solinas per augurargli buon lavoro” ha commentato il candidato di centrosinistra, sindaco di Cagliari. 

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Luigi Di Maio

Più dura la disfatta per il candidato Movimento 5 Stelle, Francesco Desogus, costretto ad arrestarsi al un insoddisfacente 11%. Ma Di Maio non si lascia demoralizzare. “Il M5S è vivo e vegeto e va avanti, in regione Sardegna come a livello nazionale. Io non vedo nessun problema, per il governo non cambia niente: è al lavoro sui dossier più importanti“. Mantenendo un profilo positivo aggiunge “Per la prima volta nella storia della regione Sardegna, entriamo con diversi consiglieri regionali.

Questo è per noi un dato importante perché lì non c’eravamo, eravamo a zero a livello regionale“. Ma tra i pentastellati cresce una certa insoddisfazione, manifestata tra le prime righe da Paola Nunges. “La leadership di Luigi Di Maio certamente va rimessa in discussione” ha dichiarato la senatrice ribelle. “Da tempo non condivido la linea politica intrapresa e le strategie messe in atto. Se ora, oltre i sondaggi, abbiamo anche verificato con elezioni regionali, che per quanto di altro livello, ci danno il polso di una indubbia e incontestabile perdita di consensi, credo che andrebbe rimessa la palla al centro“.