Clara Puleo, mano bionica

In occasione di un convegno, organizzato presso l’Accademia dei Lincei a Roma, sono stati presentati i risultati di due importati studi sulle mani bioniche, le protesi iper-tecnologiche impiantabili su pazienti amputati. Al centro della vicenda la storia di Clara Puleo, 40enne palermitana che aveva subito l’amputazione di una mano quando ancora era una bambina, a causa di un incidente domestico. Grazie al progetto sperimentale Sensibilia, promosso dall’Inail e dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, Clara è tornata ad avere una mano capace di stringere gli oggetti e percepire la loro forma e consistenza.

La mano permette di riacquisire il senso del tatto

Con un intervento chirurgico, i medici hanno inserito nel braccio di Clara alcuni elettrodi intraneurali, in grado di trasmettere al cervello sia gli impulsi di movimento, sia le sensazioni tattili legate alla durezza o morbidezza degli oggetti. Gli elettrodi hanno poi dovuto essere collegati alla mano robotica, per permetterle di muoversi guidata semplicemente dal “pensiero”. Per fare ciò, la donna si è impegnata in un periodo di addestramento di 11 settimane, in cui ha imparato a riattivare le aree corticali dedicate al movimento della mano, perduta da molto tempo.

I risultati sono davvero incoraggianti, se pensiamo che Clara riesce ora a distinguere la consistenza degli oggetti anche bendata. “Io non mi sento la protagonista – ha dichiarato – io sono semplicemente un mezzo, non ci vedo niente di speciale in me, perché sono i loro studi che sono speciali”.

Clara Puleo, mano bionica

La mano bionica consente i normali movimenti (immagine: Youtube/INAIL)

In futuro la tecnologia sarà disponibile anche per altri pazienti

Loredana Zollo, professore associato di Bioingegneria e responsabile ingegneristica del progetto, ha tratteggiato i possibili scenari futuri: “Il risultato finale ci sembra positivo – ha dichiarato – e schiude nuovi scenari nelle prospettive di impianto di arti bionici, probabilmente anche attraverso nuove tecnologie non invasive, per tanti pazienti del Centro Protesi Inail”, riporta Agi.

Lo studio sulle protesi robotiche vede da anni impegnate altre grandi eccellenze italiane, come l’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Fondazione Gemelli. Solo poche settimane fa era arrivata la notizia, dalla Svezia, del primo impianto in assoluto di mano robotica permanente, realizzato grazie alle ricerche dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Clara Puleo, mano bionica

I sensori trasmettono la consistenza dell’oggetto al cervello (immagine: Youtube/INAIL)

Immagine in alto: Clara Puleo – Progetto Sensibilia – Inail / Università Campus Bio-Medico di Roma