medici che parlano

Ha dell’incredibile l’episodio accaduto qualche mattina fa ad Alghero e raccontato dalla Nuova Sardegna, il più diffuso quotidiano online sardo. Un paziente, così pare siano avvenuti i fatti, sente un acceso diverbio tra due medici e riesce a capire di cosa si trattasse proprio per l’alto tono di voce usato dai due.

Alghero, la scoperta del tumore

In sostanza, l’uomo avrebbe appreso di avere il cancro perché un medico chiedeva conto a un altro medico del motivo per cui ancora non gliel’avesse comunicato o non avesse riportato la diagnosi nella cartella di ricovero. Il medico in questione ha poi spiegato il suo gesto con una dichiarazione alla Nuova Sardegna: “Non ho comunicato al paziente che ha un tumore perché non ho ancora l’esame istologico, lo stiamo ricoverando per ulteriori accertamenti, alcuni li sta compiendo anche oggi”.

 Di quello che è successo nel reparto di Chirurgia di Alghero si occuperà presto la Procura di Sassari, alla quale nei prossimi giorni dovrebbe arrivare una denuncia dettagliata ed esauriente dello scontro.

Ospedale di Alghero

Ospedale di Alghero. Fonte/ Nuova Sardegna

I motivi della denuncia

La denuncia si rende necessaria perché il diretto interessato, il paziente, sebbene si trovasse al di fuori dell’ambiente del “battibecco”, avrebbe sentito tutto quel che i due si son detti.

È chiaro infatti che venire a sapere di avere un tumore in questa maniera a dir poco inadeguata può essere traumatico. Inoltre bisogna stabilire se davvero il medico avrebbe dovuto dare prima la notizia all’uomo, quindi se ha violato la deontologia professionale. Informazioni del genere andrebbero date in modo tempestivo, chiaro e nel rispetto della sensibilità del paziente. L’articolo 22 del codice di deontologia medica, a questo proposito, recita “Il medico non può rifiutarsi di rilasciare direttamente al cittadino certificati relativi al suo stato di salute”, e l’articolo 23 “La cartella clinica deve essere redatta chiaramente, con puntualità e diligenza, nel rispetto delle regole della buona pratica clinica e contenere, oltre a ogni dato obiettivo relativo alla condizione patologica e al suo decorso, le attività diagnostico-terapeutiche praticate”.

medici in corsia

*Immagine di repertorio