A 15 anni fa visita a una bimba di 11 per darle forza: entrambi hanno avuto un arresto cardiaco

La storia di Marco e Anna è stata raccontata dal cardiologo dell’ospedale Sant’Orsola sulle pagine del Corriere della Sera. Quello che è accaduto a loro può accadere a tanti e raccontarlo è un modo per rivendicare, ancora una volta, l’importanza delle manovre salvavita e anche delle presenza dei defibrillatori nei luoghi pubblici.

La storia di Marco e Anna

Per lui tutto accade velocemente, il 29 settembre. Si trova a scuola quando improvvisamente il suo cuore si ferma, è questione di attimi, ma a prendere in mano la situazione è la professoressa di matematica. La docente mette in pratica la rianimazione cardiopolmonare, che fortunatamente per Marco aveva imparato.

Quando arrivano i soccorsi lei ha fatto quanto di meglio poteva fare per tentare di salvargli la vita, il resto lo fanno i medici. 4 mesi dopo, è il 2 febbraio, il 15enne va in ospedale per dei controlli e scopre che proprio quel giorno è arrivata Anna. Anche lei era a scuola e anche per lei un arresto cardiaco, è stata tutta questione di attimi. Marco chiede di incontrarla e le parla per un po’ per rassicurarla. Entrambi sono vivi.

A 15 anni fa visita a una bimba di 11 per darle forza: entrambi hanno avuto un arresto cardiaco

Immagine di repertorio

L’arresto cardiaco

Sulle pagine del Corriere il cardiologo spiega: “La morte improvvisa cardiaca colpisce in Italia 70.000 persone all’anno: una ogni 8 minuti.

Tra queste, il 7% ha meno di 30 anni e il 3,5% meno di 8, che vuol dire circa 2000 ragazzi“. I dati servono a capire quanto essere preparati sia importante. Bronzetti sottolinea come, soprattutto a scuola, tutti debbano essere preparati, insegnanti e alunni, e come ci sia sempre bisogno di un defibrillatore. La scuola deve essere solo il punto di partenza e non la fine: le città si devono dotare nei luoghi pubblici dei mezzi per poter salvare chi ha bisogno. Attendere l’ambulanza spesso può essere fatale.

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