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A pochi chilometri Torino, la cittadina di Avigliana ha tutte le carte in regola per attrarre turisti e curiosi: un Parco Naturale, due laghi cristallini, un borgo medievale ben preservato e un interessante mix di storia e leggende noir. Si sa, Torino è la misteriosa città dell’esoterismo e della magia nera, e le zone circostanti non possono essere da meno. Si narra infatti che i laghi di Avigliana non siano placidi quanto sembrano, ma che anzi siano dimora dell’irrequieto fantasma di Filippo d’Acaja.

La leggenda del fantasma dei Laghi

Per capire di chi si tratta, occorre fare un salto indietro nel tempo.

Il borgo di Avigliana è dominato da un antico castello, oggi in rovina a causa delle incursioni francesi nel 1691. A far costruire il castello, in posizione strategica sulla valle morenica circostante, fu il marchese torinese Arduino Glabrione, nel 942. Con i Savoia, Avigliana divenne un luogo chiave nella storia piemontese: la famiglia scelse infatti il castello come propria residenza. Tra le figure di rilievo che abitarono fra le sue mura, il Conte Verde Amedeo VI, eccelso politico e condottiero del Trecento. Ma il potere porta spesso dissidi in famiglia: accadde così che il Conte Verde condannò il cugino Giacomo D’Acaja a diseredare il figlio Filippo, e che quest’ultimo decise di non restare a guardare passivamente.

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Il castello di Avigliana. Fonte/ Viaggiart

La condanna di Filippo D’Acaja

Rifugiatosi ad Alessandria, nel 1367 Filippo D’Acaja organizzò una piccola armata per vendicarsi di Amedeo VI. Il suo impeto non lo portò comunque al risultato sperato: l’esercito sabaudo sconfisse facilmente la compagine di Filippo D’Acaja, che venne fatto prigioniero proprio nel castello di Avigliana. La condanna non si fece attendere: Filippo sarebbe dovuto morire per annegamento. Nel freddo 21 dicembre 1368, il plotone di esecuzione scortò Filippo sulle rive del Lago Grande, allora ghiacciato.

Si narra che il condannato affrontò con dignità il momento e si lanciò nelle acque gelide del lago.

Le acque del Lago Grande
Filippo D’Acaja fu costretto a gettarsi nelle acque del Lago Grande

Una leggenda, due versioni

A questo punto ecco entrare in gioco l’elemento del soprannaturale, in entrambe le versioni esistenti sulla continuazione della vicenda. Secondo una prima leggenda, Filippo venne aiutato dal fantasma del Beato Umberto di Savoia, del quale il condannato portava una medaglietta al collo. Tratto in salvo dalle morse del lago ghiacciato, Filippo sarebbe giunto in Portogallo, luogo in cui avrebbe condotto una vita lunga e serena.

Una versione decisamente più gotica narra invece che Filippo trovò davvero la morte nel gelido abbraccio delle acque, e che la sua anima senza pace si manifesti ancora oggi sulle sponde dei laghi di Avigliana.

Avigliana tra leggenda e bellezze naturali

Occhi ben aperti, quindi, se ci si reca in visita al Lago Grande o al Lago Piccolo: il fantasma di un cavaliere medievale potrebbe essere lì nei dintorni. Del resto guardarsi intorno vale la pena anche per apprezzare le bellezze naturali del territorio.

I laghi fanno parte del Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, 400 ettari di dolci rilievi collinari, ambienti lacustri e paludi. Nel 2016 Legambiente e Touring Club Italiano li hanno riconosciuti tra i laghi più belli d’Italia: le cinque vele ottenute li rendono la località balneare più rinomata del Piemonte.

Immagine in evidenza: il Lago Grande di Avigliana.
Autore: Francofranco56. Wikipedia