Neonati vestiti per Carnevale: i piccoli supereroi della terapia intensiva

All’ospedale Niguarda di Milano, nel reparto di Neonatologia, quest’anno il Carnevale ambrosiano si festeggia in modo speciale. I piccoli neonati prematuri, ricoverati in Terapia Intensiva neonatale, per l’occasione sono diventati dei supereroi: vestono i panni di Capitan America, Wonder Woman, Batman, Superman… Ma anche quelli di simpatici animaletti come api e coccinelle. Una dolce e allegra sorpresa per tutti quei genitori che hanno i loro bimbi ricoverati.

Eroi fin dalla nascita

I costumi consistono in piccole copertine cucite a mano da Silvia Renon, in un feltro scelto appositamente per la Terapia Intensiva.

Certo, le divise dei supereroi sono una novità per i neonati, tuttavia questi piccoli combattenti sono eroi a tutti gli effetti ogni giorno da quando sono nati, così come il personale che li accudisce e i risultati si vedono. Il tasso di sopravvivenza nel reparto del Niguarda, come informa l’ospedale, è incredibilmente alto: 90,9% tra il 2006 e il 2017, su 601 neonati il cui peso alla nascita era inferiore a 1.500 grammi. Inoltre, il 67,2% dei bimbi non ha sviluppato nessun tipo di disabilità. A questi dati particolarmente positivi se ne può aggiungere un altro: il Niguarda vanta una bassa incidenza di complicanze gravi nei piccoli pazienti, grazie agli eccellenti servizi di diagnostica e di assistenza e al supporto degli altri reparti.

I neonati diventano supereroi nel Carnevale della terapia intensiva

Neonato vestito da Superman. Crediti: Associazione Neo, Ospedale Niguarda

Una terapia dalle tinte vivaci

Anche a Natale si festeggia, al reparto di Neonatologia: “mettiamo un cappellino rosso, addobbiamo le culle“, racconta a Il Giorno l’ex infermiera Elena Signorini, ora membro dell’associazione Amici della neonatologia. Lei ha avuto l’idea del Carnevale, traendo ispirazione da un evento simile osservato negli USA. L’intero reparto, comunque, è gestito in modo unico e speciale.

Il primario è Stefano Martinelli e la sua Terapia Intensiva punta direttamente al cuore delle persone. Innanzitutto, ai genitori è permesso di entrare 24 ore su 24 e di stare a contatto coi figli; in secondo luogo, l’ambiente è molto curato in ogni dettaglio: sulle pareti sono dipinte le quattro stagioni e non manca la sala relax. Non solo medicina e terapia, ma anche arte e piacere estetico. Spiega Martinelli: “La mia idea di arteterapia è che essere curati bene in un bel posto sia meglio che essere curati bene in un luogo brutto. Chi sta male o è preoccupato, come i genitori dei neonati, dall’ambiente può trovare conforto e rassicurazione“.

Neonati diventano supereroi nel Carnevale della terapia intensiva

Neonato vestito da Batman. Crediti: Associazione Neo, Ospedale Niguarda