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Dall’esordio a meno di 2 anni allo Zecchino D’Oro, fino alle serate in discoteca a 54 anni, oggi. Cristina D’Avena può certamente essere considerata un fenomeno. Nel salotto di Barbara D’Urso a Domenica Live, la cantante icona delle sigle di cartoni animati anni ’80/’90 ha raccontato tutta la parabola della sua carriera.

Ma a ritroso sulla linea del tempo, non ha potuto fare a meno di parlare di un’altra componente importante della sua vita, la sua famiglia. E così tra gli aneddoti anche il papà scomparso nel 2008, la sorella Clarissa e la prima fan, la sua mamma.

Quando tutto ebbe inizio

Ne sono passati di anni da quel 1968, quando una timida bambina di nome Cristina saliva sul palco dello Zecchino d’Oro, cantando il Valzer del Moscerino. È da lì che tutto ebbe inizio…

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1968 Cristina D’Avena canta Il Valzer del Moscerino allo Zecchino d’Oro

E Cristina, nonostante siano passati tanti anni, ricorda come è entrata a far parte del coro di Mariele Ventre. “Suor Cellina era la suorina che disse alla mia mamma di portarmi allo Zecchino a cantare.

Avevo due anni e mezzo. Mia madre disse che ero troppo piccola, però poi mi portò e lì è cominciato tutto“. All’età di 11 anni Cristina andò “in pensione”, ormai troppo “vecchia” per il Coro dello Zecchino, correva l’anno 1976. Ma la piccola corista era destinata a grandi cose, che a scrivere la storia dell’infanzia e rimanere nei cuori di tutti i bambini.

Le sigle dei cartoni animati

Poco tempo più tardi, circa 5 anni dopo, Mediaset le fece la proposta che le cambiò la vita. “Alle sigle dei cartoni ci sono arrivata per caso.

A Mediaset cercavano una voce femminile che cantasse le sigle dei cartoni. Era il 1981. Tutto è iniziato da ‘Bambino Pinocchio’. Nel 1982 arriva la ‘Canzone dei Puffi’“.

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Cristina nei panni di Licia, accanto al suo Mirko

Da lì poi il successo vero e proprio, con le serie Kiss Me Licia e i Bee Hive e Arriva Cristina e tante altre sigle tv che Cristina canta ancora adesso ai concerti.

La famiglia e il sogno del papà

Alla fine Cristina D’Avena è diventata un simbolo anni ’90, un’icona sexy un’artista da record, ma non un medico, ovvero quello che sognava diventasse suo padre.

Quando andavo a incidere, mio padre veniva a guardare e diceva che dovevo sbrigarmi per andare a studiare” ha dichiarato la cantate. “Lui voleva che facessi il medico. Purtroppo non ho completato gli studi in Medicina ma posso sempre finire. Mia madre è la mia prima fan, la porto sempre con me. Mia madre e mio padre erano molto uniti. Io e mia sorella stiamo vicine a lei, soprattutto da quando mio padre non c’è più“.

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Cristina D’Avena e il bikini da urlo

Il padre la voleva medico, ma lei è diventata una star che ancora oggi cavalca l’onda ed è diventata addirittura un mito per le ragazzine cresciute con le sue sigle e un sogno erotico per tutti quei ragazzini che oggi sono agli adulti che partecipano alle sue serate in disco e le urlano “Escile” e “Puffale“.