Le fiamme sul mercantile Grande America

La nave mercantile “Grande America” era partita da Amburgo per fare rotta a Casablanca. Un violento incendio ha però arrestato la sua tratta a largo delle coste francesi. L’equipaggio composto da 27 uomini è stato tratto in salvo, ma non si è potuto fare nulla per spostare l’imbarcazione. Essa è affondata mettendo in allerta per un possibile danno ambientale.

La “Grande America” brucia in mezzo al mare

La nave mercantile italiana si è incendiata nella notte tra domenica e lunedì nel golfo di Biscaglia, in Bretagna. Ben presto è diventata un’enorme fiaccola spaventosa e il comandante ha dato ordine all’equipaggio di usare le scialuppe di salvataggio, intorno alle 4 di lunedì mattina.

Sebbene all’inizio l’intenzione fosse quella di gestire l’incendio e proseguire fino in Galizia, nel nord della Spagna. Le fiamme si sono infatti propagate rendendo impossibile restare a bordo: la “Grande America” era diventata una spessa cortina di fumo nero. Sul posto sono arrivati i soccorsi, tra cui un elicottero Caiman, un rimorchiatore e un aereo della Marina francese, che hanno agevolato il salvataggio.

La nave "Grande America" che brucia
La nave italiana “Grande America” in fiamme. Fonte: Marine Nationale

La nave affonda in mare

Le fiamme hanno continuato a divorare la “Grande America” senza sosta. L’imbarcazione era reclinata su un fianco, precaria mentre l’incendio divampava.

Nel pomeriggio di martedì è improvvisamente affondata. Il mare l’ha inghiottita insieme alle vetture e ai container che trasportava. La nave della Grimaldi Lines, lunga 214 metri, si era rifornita di tonnellate di carburante ad Amburgo, che avrebbe dovuto arrivare fino a Casablanca. L’incidente ha invece posto di fronte a un incubo insperato.

petrolio in mare
Immagine di repertorio

Timore per un danno ambientale

Le autorità francesi temono ora il danno ambientale. Il carburante presente sulla nave potrebbe fuoriuscire e rovinare irreversibilmente il delicato ecosistema marino. Questa è la maggior preoccupazione del ministro dell’Ecologia Francois Rugy, il quale ha dichiarato che il rischio di inquinamento è molto alto.

Ai media locali ha poi aggiunto: “Vogliamo conoscere la natura esatta dei prodotti all’interno dei container, alcuni dei quali sono finiti in acqua prima ancora che la nave affondasse. Dobbiamo capire se sia necessario a questo punto mobilitare i nostri sottomarini.