Nuova strage di migranti nel mediterraneo

Il dramma nella serata al largo delle coste del Marocco. Un’imbarcazione cono a bordo circa 67 migranti, che cercavano di raggiungere le coste spagnole, è naufragata. Ci sono morti.

Migranti: naufragio al largo delle coste spagnole

Quarantacinque persone sono morte questa sera mentre si trovavano a bordo della loro imbarcazione nel mezzo del Mediterraneo. I migranti stavano tentando di raggiungere le coste spagnole quando l’imbarcazione è andata in panne, naufragando al largo delle coste di Nador tra Marocco e Spagna. A riportare la notizia un’attivista spagnola a capo della ONG Ca-minando Frontieras, con sede a Tangeri, che nella giornata di ieri era sulle tracce dell'imbarcazione.

La nave con a bordo i migrandi è naufragata mentre cercava di raggiungere le coste spagnole. Credits: ANSA

Secondo quanto riferito da fonti ufficiali del Marocco, sono 21 i migranti soccorsi dalla Marina marocchina, che però non conferma il numero delle vittime. I migranti sono tutti provenienti da zone dell’Africa Sub-Sahariana e molti dei soccorsi erano in gravi condizioni.

Il nafragio è avvenuto al largo delle coste di Nador, in Marocco. A soccorrerli la Marina marocchina. Credits: Google Maps
Il nafragio è avvenuto al largo delle coste di Nador, in Marocco. A soccorrerli la Marina marocchina. Credits: Google Maps

Il post dell’attivista

Come precedentemente menzionato, a dare l’annuncio del naufragio, attraverso un post sul suo profilo Facebook, è stata un’attivista spagnola di nome Helena Maleno. “Tragedia - si legge sul suo post scritto in francese - 45 persone hanno perso la vita sull’imbarcazione che cercavamo ieri”. Come scrive sul suo post, la stessa Helena riporta quanto dichiarato dalle autorità marocchine: “I 22 sopravvissuti sono stati recuperati dalla Marina marocchina. Erano 67 in totale”.



Il suo post prosegue con un’accusa, l’attivista infatti scrive che la tragedia avrebbe potuto essere evitata. Helena infatti scrive che a suo parere "con una vera collaborazione tra i paesi" che a detta della donna dovrebbero scambiarsi informazioni e mezzi di salvataggio. E con l’aiuto di mezzi aerei che possano migliorare le missioni di soccorso notturne.