primo piano di Claudio punti l''untore dell'Hiv di Ancona è stato condannato


A giugno dello scorso anno era stata diffusa la sua storia: Claudio Pinti, 36 anni, autotrasportatore di Montecarotto, si è comportato come un vero e proprio untore dell'Hiv. Sapeva di essere malato da 11 anni ma si è comportato come se non lo fosse, mettendo a rischio la vita dei diversi partner che ha incontrato da quando ha scoperto la malattia fino al suo arresto, il 13 giugno scorso. Si pensava potesse aver contagiato circa 228 persone. Adesso è arrivata la condanna: Claudio Pinti dovrà scontare 16 anni e 8 mesi di reclusione.

Ha contagiato l'ex compagna deceduta nel 2017

La sua ex compagna è morta nel 2017, lui l'aveva contagiata. L'untore dell'Hiv di Ancona ha avuto anche un'altra relazione dopo, con una 40enne che ha contagiato. A far scattare le indagini era stata proprio la donna di 40 anni. I due si erano conosciuti all'inizio del 2018 e avevano iniziato una relazione sentimentale. Lei però non si sentiva bene e, a maggio scorso, si era sottoposta ad alcuni esami clinici. Le analisi fecero venire a galla la terribile verità: era affetta da Hiv. Così, la donna aveva denunciato il suo compagno, Claudio Pinti, per lesioni aggravate.

[caption id="attachment_345056" align="aligncenter" width="854"]L'untore dell'Hiv di Ancona è stato condannato Il Tribunale di Ancona. Foto: Centro Pagina[/caption]

Per gli inquirenti il passo è stato breve: hanno scoperto che l'uomo si era sottoposto ad alcune analisi 11 anni prima e che sapeva già di essere affetto dall'Hiv, quando era stato con lei. Le autorità avevano poi diffuso la sua fotografia invitando chiunque avesse avuto rapporti sessuali con lui a rivolgersi alla Questura di Ancona. Si ipotizzava avesse potuto trasmettere la malattia a 228 persone. Claudio Pinti ha sempre avuto un rapporto controverso con la malattia, nega tuttora di essere malato e non si è mai curato, anche dopo l'arresto aveva rifiutato di sottoporsi alla terapia.

La condanna

Oggi, il gup del Tribunale di Ancona, Paola Moscarola, ha emesso la sentenza di condanna a 16 anni e 8 mesi di carcere contro l'untore dell'Hiv di Ancona per i reati di lesioni gravissime e omicidio volontario. Nel processo, si sono costituiti parte civile sia i genitori e la sorella della compagna contagiata dall'ex autotrasportatore di Montecarotto (AN) e deceduta nel 2017, sia all'ex compagna 40enne (anche a lei Claudio Pinti ha trasmesso la terribile malattia) che ha fatto emergere la verità, a suo figlio e ai suoi genitori. In totale, tutte le parti civili hanno chiesto 7,5 milioni di risarcimento.

[caption id="attachment_345058" align="aligncenter" width="854"]L'untore dell'Hiv di Ancona è stato condannato Claudio Pinti in Tribunale. Fonte: YouTube[/caption]

A tutti loro, il Tribunale ha riconosciuto 525mila euro di provvisionali con risarcimento. In particolare, ai genitori della compagna cui l'untore ha trasmesso l'Hiv e che è morta, sono stati riconosciuti 100mila euro ciascuno e 25mila euro alla sorella della vittima. All'ex compagna 40enne che ha fatto emergere la verità su Claudio Pinti, a suo figlio e ai suoi genitori sono stati riconosciuti 50mila euro ciascuno. Si tratta però di una quantificazione provvisoria, quella definitiva verrà stabilita in sede civile.