ezio bosso


Ezio Bosso, il grande compositore e direttore d'orchestra, tra i più noti in Italia, ha raccontato della sua vita difficile ma anche dei momenti meravigliosi che riesce a vivere grazie alla musica.

"I momenti felici servono a tirarti su"

Nonostante l'artista, dal 2011, sia affetto da SLA, questa non gli ha impedito di essere grato ogni giorno per la sua esistenza. Come ha raccontato durante l’intervista a FanPage, una vita meravigliosa e felice "vuol dire anche aver dato e amato tanto…tengo stretti i momenti di felicità, li vivo fino in fondo, fino alle lacrime, così come accettare i momenti di buio, sono una persona normale…la mia filosofia è legarmi di più ai momenti felici perché quelli, poi, ti serviranno da maniglia per tirarti su, quando sei nel letto e non riesci ad alzarti".

Il suo ruolo nella musica

Il 2016 fu l’anno in cui, grazie alla sua ospitata al Festival di Sanremo, si fece conoscere ad un pubblico ancora più grande e ben diverso da quello che, di norma, segue la musica classica. A proposito del suo ruolo, Lui che si autodefinisce “pianista per caso”, Bosso ha dichiarato, sempre a Fan Page, che è quello di far arrivare queste grandi opere musicali a tutti: "Il mio compito, è quello di spiegare che Beethoven non fa paura, ci fa stare bene, ci fa venir voglia di stare insieme, piangere, ridere, ci dà felicità".

Ezio Bosso mentre suona il pianoforte
Ezio Bosso sul palco dell'Ariston, l'esibizione che lo rese ancor più noto al grande pubblico

"Sul palco faccio tutto a memoria" "

Dopo la sua esibizione che incantò tutti sul palco dell’Ariston, Bosso ha riscosso un successo straordinario e i suoi concerti successivi sono sempre stati sold out. "Sul palco sono senza spartito, faccio tutto a memoria. Quando dirigo è come se avessi tutti i suoni scritto, primi e secondi violini, violoncelli, bassi, flauti, oboi, clarinetti, fagotti, corni, trombe, tromboni, percussioni, io li ho davanti, per me è un contatto visivo, dirigere con gli occhi, con i sorrisi, mando anche baci quando qualcuno ha fatto bene".

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Ezio Bosso: vittima del pregiudizio

Pur essendo un personaggio ormai noto a molti, anche Ezio Bosso ha subito il pregiudizio sulla sua pelle. "Dal mondo della musica classica ho subito tanti schiaffoni, ingiustizie, insulti, come quello che esistevo solo perché avevo una malattia: è evidente, non è che posso negarlo, quindi è ovvio che la prima reazione porta alla rabbia, l'altra è quella di guardarmi le ruote… infatti ho messo delle ruote bellissime". Inoltre, come ha continuato il compositore, tutta la sua esistenza si è basata sullo scontro e non solo a causa della sua malattia. "Fin da bambino ho lottato col fatto che un povero non può fare il direttore d'orchestra, perché il figlio di un operaio deve fare l'operaio, così è stato detto a mio padre".

Migliorare la società attraverso la memoria

Durante questa intervista Bosso ha parlato anche di quanto sia importante la memoria storica di una società per abbattere i pregiudizi e per migliorarsi: "Dico sempre che la memoria è importante, perché se non ricordiamo possiamo essere manipolati…ti dicono che una cosa non è successa e te la fanno succedere di nuovo: penso alla storia del mondo, alle deportazioni, io sono sulla ruota, quindi mi ricordo quando quelli sulle ruote diventavano inutili…A furia di parlare di buio pensiamo la luce non ci sia più e non la cerchiamo".

ezio bosso in carrozzina sul palco dell'ariston insieme a carlo conti
Ezio Bosso sul palco dell'Ariston, in carrozzina come lo SLA lo obbliga dal 2011