Eleonora Gavazzeni

Eleonora Gavazzeni ha 10 anni ed è nata con un’invalidità del 100% a causa di alcune lesioni neurologiche subite durante il parto, all’ospedale di Rovigo. Per questo motivo lo scorso 19 settembre, dopo anni di battaglie legali, il tribunale civile di Rovigo aveva stabilito un risarcimento record di oltre 5 milioni di euro per la bambina e per la madre. Ora le due compagnie assicurative (Lloyd’s e Am trust Europe Limited), che hanno dovuto farsi carico del pagamento, chiedono che la cifra sia ridotta, perché la bambina avrebbe un’aspettativa di vita troppo bassa: dato che, secondo le loro valutazioni, Eleonora vivrà poco, il risarcimento deve essere ricalcolato. Una tesi scioccante che ha profondamente indignato e amareggiato i genitori.



Le perizie depositate dalle assicurazioni

“Non possiamo che provare rabbia, stanchezza e frustrazione - ha dichiarato la mamma di Eleonora a Il Gazzettino - nel vedere come nostra figlia sia considerata come un oggetto, senza un cuore e senza un’anima: per soldi si infierisce ancora su una bambina che è stata condannata ad una vita in gabbia per colpa di errori altrui”. Le due compagnie assicurative hanno impugnato la sentenza depositando le perizie di due diversi medici, che avrebbero calcolato la presunta aspettativa di vita della bambina. Secondo la più severa tra le due, redatta da Marcello Orzalesi, ex docente universitario di neonatologia, un paziente nelle condizioni di Eleonora avrebbe una speranza di vita fra i 10 e i 20 anni.



Una statistica calcolata senza visitare la bambina

Il tribunale aveva stabilito una parte della cifra del risarcimento calcolando una spesa di circa 3mila euro al mese per 70 anni, il periodo di vita lungo il quale genitori e parenti avrebbero dovuto prendersi cura di Eleonora. Il punto contestato dalle assicurazioni è proprio questo: se alcune perizie mediche sostengono che la bambina non potrà vivere a lungo, inutile da parte loro pagare tutto l’importo. “Ma queste persone - ha concluso la madre - come fanno a guardarsi allo specchio? Vorrei vedere loro al posto nostro davanti a medici che senza nemmeno visitare nostra figlia si permettono di dire quanto vivrà, parlando della sua morte così, solo affidandosi alle statistiche, ma non sapendo nemmeno quali sono le sue condizioni”.

Immagine in alto: Facebook/giustiziapereleonora