Terribile ciclone si abbatte in Africa meridionale_ 150 morti accertati

Diversi stati dell’Africa australe sono stati colpiti da un violento ciclone, rinominato Idai, che ha lasciato dietro di sé tracce di morte e devastazione. Si tratta degli stati del Mozambico, Malawi e Zimbabwe; i danni sono incalcolabili.

Lo stato del Malawi e del Mozambico hanno dichiarato lo stato d’emergenza; mentre la PAMProgramma Alimentare Mondiale ha annunciato che intende rispondere alla richiesta d’aiuto.

Violento ciclone si abbatte sull’Africa

I canali meteorologici dei tre stati avevano allertato la popolazione della possibilità del sopraggiungere di violente piogge, eppure nessuno si aspettava danni di portata così devastante.

Secondo i dati divulgati dalle Nazioni Unite, si tratta di circa 168milla ettari di terreno colpiti in Mozambico, che è forse lo stato più colpito. Nella città di Beira, porti e aeroporti sono stati chiusi.

Anche nello Zimbabwe il ciclone era atteso, ma nessuno si aspettava una tale devastazione tra alluvioni e allagamenti. In totale si contano 150 morti e circa una quarantina di dispersi; secondo i dati diivulgati dalle Nazioni Unite ad essere colpite sono state 1,5 milioni di persone.

Le immagini delle devastazioni del ciclone Idao. Credits: Meteo Web
Le immagini delle devastazioni del ciclone Idao. Credits: Meteo Web

L’elettricità è assente in tutti e tre gli stati, centinaia di persone sono rimaste senza casa.

Una devastazione tale che ha trascinato con sé scuole, ospedali, stazioni di polizia, case e negozi.

Piogge torrenziali anche a Papua

La violenta ondata di maltempo ha fatto strage anche a Papua, dove si contano almeno 50 morti e 59 feriti. Le piogge torrenziali hanno letteralmente travolto la provincia indonesiana orientale provocando violente inondazioni e frane nelle zone montane. Un mix di acqua calda e fango hanno travolto centinaia di case della zona di Jayapura, distruggendo strade e ponti rendendo così quasi impossibili le operazioni.

Le immagini dell’alluvione che ha colpito Papua. Credits: Ansa