Alcuni cinghiali

È in corso in queste ore un autentico braccio di ferro tra la Provincia di Biella e gli animalisti del luogo, in rivolta. A scatenare le proteste un recente episodio avvenuto nel basso biellese: dopo l’uccisione di un esemplare femmina di cinghiale, la sezione Caccia e Pesca provinciale ha affidato i suoi cinque cuccioli a un’azienda alimentare. Pochi dubbi sul loro destino: entro fine anno arriveranno sulla tavola di qualche amante della selvaggina,comeinsaccati.

Il ritrovamento dei cinghiali e l’allerta al 112

La vicenda ha inizio il 17 marzo. È una domenica di metà mese a Boglio, piccolo comune nei pressi di Biella. Una chiamata allerta i carabinieri: “C'è un cinghiale con i suoi cuccioli nel cortile di casa mia”. La donna al telefono vive nel pieno centro del paese, e osserva dalla finestra con una certa preoccupazione cinque cinghialotti con la madre. I carabinieri intervengono prontamente insieme ai tecnici della Provincia del settore Caccia e Pesca. Dopo aver tentato inutilmente di far uscire la famiglia dal cortile, le forze dell’ordine devono abbattere la madre, ritenuta pericolosa. I suoi cinque cuccioli vengono invece recuperati dai tecnici provinciali.

Il destino dei cinghiali orfani

Ma cosa ne sarà dei giovani orfanelli, momentaneamente risparmiati perché innocui? “Essendo troppo piccoli da soli non sarebbero sopravvissuti”, spiega il dirigente provinciale Giorgio Mosca, che da tre anni si occupa anche della gestione dell’attività venatoria. “Nei boschi sarebbero morti di stenti”. Ottimo ragionamento, peccato per la conclusione. “Abbiamo dovuto portarli in un centro autorizzato dove vengono allevati cinghiali con fini alimentari”, prosegue Mosca. “L’affidamento comporta alcune prescrizioni, l’azienda li dovrà abbattere entro la fine dell’anno”.

Gli animalisti di Biella insorgono

La reazione indignata degli animalisti non si fa attendere. A guidarli, Alberto Scicolone, presidente dell’associazione di promozione sociale Legami di Cuore. La loro richiesta? Salvare i cinque cuccioli e affidarli ad un ente che possa prendersene cura. Scicolone, paladino dei piccoli cinghiali sui social network, sta combattendo una crociata a colpi di post contro la Provincia di Biella. Senza mezze misure, l’animalista definisce quanto accaduto “gravissimo e vergognoso”. “Chiediamo un intervento immediato affinché i cuccioli vengano salvati”, scrive Scicolone su Facebook. Esorta i cittadini a inviare una mail alla Provincia per richiedere la messa in sicurezza dei piccoli. “Attueremo tutto quanto a nostra disposizione affinché i piccoli vengano salvati, sterilizzati e riconsegnati alla natura”.

Alberto Scicolone su Facebook
Il post di Alberto Scicolone su Facebook

L’appello alla legge per salvare i cinghiali

Scicolone si appella alla Legge Regionale 5 del 2018, inerente alla tutela della fauna. Secondo il testo, “Nel caso di fauna selvatica rinvenuta viva i Comuni (…) provvedono a destinare, previa stipula di apposita convenzione, l'esemplare ad un CRAS”, ovvero un Centro di Recupero per Animali Selvatici. “Si parla di recupero e cura, non abbattimento”, provoca Scicolone, riferendosi al macello a cui sono destinati i cuccioli.

La Provincia di Biella si difende

“Sapevamo che per questa decisione ci avrebbero attaccato”, commenta Giorgio Mosca. “Ci troviamo tra l’incudine e il martello perché i cinghiali sono un problema. I cinghiali possono infatti provocare incidenti, nonché pesanti danni all’agricoltura. Per questo motivo “è in atto una politica di contenimento”, spiega Mosca, “ma quando poi ci troviamo a gestire queste emergenze veniamo attaccati perché non salviamo mamma e cuccioli”. La difesa del dirigente non placa però la rabbia degli animalisti, che accusano la Provincia di aver ucciso a sangue freddo una mamma e chiedono giustizia per gli orfani a quattro zampe.

Il post di Alberto Scicolole su Facebook
Alberto Scicolole continua a tenere aggiornati tramite Facebook gli aderenti all'iniziativa

Immagine in alto: foto di repertorio