Il torero Enrique Ponce incornato a Valencia

Enrique Ponce è stato incornato mentre aizzava con il tradizionale drappo rosso un toro durante la festa delle Fallas a Valencia, il 19 marzo. Il sanguinoso spettacolo che prevede in conclusione l’uccisione con una spada del toro da parte del torero è finito con una corsa in ospedale per Enrique Ponce. Non è la prima volta che succede, nel 2016, il torero 29enne Victor Barrio aveva perso la vita durante una corrida ad Aragona, e nel 2017 era toccata la stessa sorte a Ivan Fandino, durante una corrida nella Francia meridionale, uno spettacolo mortale non solo per i tori ma spesso anche per i toreri.

Il toro incorna il torero

La tradizionale festa delle Fallas a Valencia ha visto Enrique Ponce finire incornato mentre aizzava il toro con il drappo rosso tipico della corrida. L’uomo di 47 anni è stato trasportato d’urgenza in ospedale. Il torero è stato trafitto dalle corna del toro e ha riportato una ferita profonda 5 centimetri sul gluteo sinistro e danni ingenti ai legamenti del ginocchio sinistro, dopo che il toro l’ha scaraventato a terra. Dovrà restare in ospedale per almeno 4 mesi, secondo quanto riportato dal Dailymail. Il toro che stava aizzando pesava 532 chili ed era soprannominato Declamador.

Già nel 2014, Enrique Ponce era rimasto gravemente ferito durante lo stesso festival di Valencia.

ATTENZIONE IMMAGINI FORTI

Le corride

L’episodio di Enrique Ponce richiama una riflessione sulle corride, spettacolo contestatissimo dalle associazioni animaliste che mettono da sempre in luce le terribili condizioni dei tori prima dell’esibizione e la morte cui vanno incontro una volta che si è concluso lo spettacolo. Le corride sono diventate nel 2016 parte del Patrimonio culturale dell’umanità dell’UNESCO, nonostante l’anno precedente le Associazioni animaliste fossero riuscite a bloccare i fondi europei per la celebrazione di questa tradizione che prevede l’uccisione del toro al termine dello spettacolo.

Le associazioni animaliste non si erano mobilitate solo per questo motivo, ma anche perché prima dello spettacolo i tori vengono lasciati al buio e senza cibo (spesso vengono anche drogati) per giorni, con lo scopo di indebolirli, e nelle ore precedenti l’inizio della corrida vengono picchiati e percossi affinché, innervositi, si mostrino facilmente aizzabili dai toreri.

Enrique Ponce incornato da un toro
Una manifestazione per dire “no” alle corride. Foto: Animalisti Italiani Onlus