Theresa May

I leader europei ieri hanno ripreso in mano le fila della questione Brexit e hanno concesso ulteriore tempo alla Gran Bretagna. Theresa May aveva chiesto una proroga fino al 30 giugno per trovare un accordo, ma la richiesta pare inammissibile dato che tra il 23 e il 26 maggio ci saranno le elezioni europee e i leader non possono rischiare che il voto venga inficiato. Così la decisione concede sì una proroga, ma fino al 12 aprile, data entro la quale May dovrà spiegare proprio cosa intende fare con quelle elezioni. La nuova data per Brexit quindi sarebbe quella del 22 maggio, giorno prima del voto. Ma questo è solo uno dei possibili scenari.

Le parole di Tusk

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha spiegato in conferenza stampa la posizione presa dai leader europei: "Il primo ministro britannico Theresa May ha ripetuto la sua richiesta di prorogare la data al 30 giugno. Per quanto riguarda il rinvio, la nostra decisione prevede due scenari". A questo punto ha spiegato come può proseguire il cammino di May: "Nel primo scenario se l'accordo di ritiro verrà approvato dalla Camera dei Comuni la settimana prossima, allora il Consiglio europeo acconsente ad un rinvio della Brexit fino al 22 maggio". Oppure resta una seconda ipotesi: "Se l'accordo di ritiro non viene approvato dalla Camera dei Comuni, il Consiglio Europeo acconsente ad un rinvio fino al 12 aprile, aspettandosi che il Regno Unito indichi una via per procedere. Questo significa che fino a quella data tutte le opzioni rimarranno aperte e che la data del precipizio verrà ritardata".

Teresa May alla Camera dei Comuni Foto: Ansa

Tutte le opzioni di May

Tusk ha poi spiegato che tutte le strade restano aperte, di fatto la Gran Bretagna "avrà ancora la scelta tra accordo, no deal, un rinvio lungo o la revoca dell'articolo 50. Il 12 aprile è la data chiave per la decisione del Regno Unito, se tenere o meno le elezioni europee. Se non lo avrà ancora deciso entro allora, l'opzione di un rinvio lungo diverrà automaticamente impossibile". Il rinvio del resto ha delle problematiche: "Qualsiasi rinvio deve essere approvato all'unanimità dei 27, con l'accordo dello Stato membro in questione. Ho incontrato più volte Theresa May, per assicurarmi che il Regno Unito accetti gli scenari di rinvio e ho il piacere di confermare che abbiamo raggiunto un accordo su questo".

Theresa May
Theresa May. Credits: ANSA