david rossi morte

Non si arrende Carolina Orlandi e non si arrende sua madre, Antonella Tognazzi. La figlia e la moglie del manager MPS morto precipitando da una finestra della sede della banca nel marzo 2013 non si sono mai lasciate intimidire nella loro ricerca della verità, nonostante Procura e magistratura finora non abbiano portato a nulla. Anzi: oltre alle due archiviazioni consecutive delle indagini sulla morte di David Rossi, c’è anche stato un processo che ha coinvolto Antonella Tognazzi e Davide Vecchi. L’accusa? Violazione della privacy ai danni di Fabrizio Viola, ex AD della banca, con il rischio di una pena di 9 mesi per Vecchi e 6 mesi per la Tognazzi.

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Ora, Carolina Orlandi annuncia la volontà della sua famiglia di presentare un’istanza per la riapertura delle indagini e, recentemente, il procuratore Salvatore Vitello di Siena ha presentato le sue scuse alla vedova di David Rossi. Che qualcosa si stia muovendo davvero, a Siena?

Un nuovo inizio

A comunicare la volontà di richiedere l’apertura delle indagini è Carolina Orlandi. Reduce da un anno passato a far conoscere il suo libro sul dramma vissuto dalla sua famiglia (Se tu potessi vedermi ora), da anni di lotta nel tentativo di andare a fondo della vicenda che ha portato alla morte del suo patrigno.

Ora, è un suo intervento a Le Iene a comunicare il prossimo passo: “Con il nostro avvocato stiamo lavorando per richiedere la riapertura delle indagini”. Poco tempo fa, c’era stata una svolta importante che potrebbe avere un significato fondamentale: a dicembre sono infatti stati ritrovati gli hardware di due pc utilizzati da David Rossi, e che potrebbero contenere informazioni importanti sugli ultimi scambi di messaggi fatti dal manager verso l’esterno.

david rossi polso
Alcuni segni sul corpo di David Rossi

Il processo: un “presupposto giuridico” discutibile

Nel suo appello, Carolina Orlandi parla anche del gesto del procuratore Vitello, che avrebbe convocato Antonella Tognazzi e avrebbe fatto le sue scuse alla vedova per il processo che l’aveva coinvolta, comunicando che la procura non avrebbe avuto intenzione di procedere contro la sentenza di assoluzione piena precedentemente emanata.

La sentenza era stata molto esplicativa nello spiegare non solo che il fatto non sussisteva, ma anche che non c’era fondatezza nel presupposto da cui partiva l’accusa. Come da sentenza, riportata da altre testate : “Il tribunale non condivide il presupposto giuridico da cui muove l’ufficio del pm né i successivi passaggi del ragionamento”.

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David Rossi e l’ex Presidente Mps Giuseppe Mussari, prima del crollo della banca