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Emilia Clarke è sicuramente uno dei volti più noti dell’attuale panorama televisivo, interprete della Daenerys Targaryen di una delle serie di maggior successo, Game oh Thrones. L’attrice, molta attiva sui social, è un concentrato d’energia e sorrisi. Anche il personaggio che interpreta è un’icona di forza, costanza e determinazione.

Difficile immaginare invece il dramma che si cela nel privato della Clarke, che l’attrice 32enne è stata vittima in passato di ben 2 episodi di aneurisma. È lei stessa, per la prima volta, a raccontare questa storia al New Yorker, spiegando l’enorme pericolo che ha corso, quello di perdere le sue capacità cognitive.

Il peso del successo

Il primo episodio risale al 2011. Il volto della Clarke era già associato a quello della Daenerys beniamina di GOT. Tuttavia la seria, campioni di incassi destinata a diventare fenomeno, era solo alla prima stagione. Nonostante questo, in molti avevano riposto grandi aspettative ed investito molto nel progetto.

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Daenerys, madre dei draghi. Emilia Clarke in Game Of Thrones

Emilia sentiva il peso di questa responsabilità. “Proprio quando tutti i miei sogni di infanzia sembravano diventare realtà ho quasi perso la ragione e poi la mia vita” comincia l’attrice, che ricorda il momento esatto in cui la sua fama era su punto di esplodere a livello mondiale.”Avevo paura dell’attenzione, di un lavoro che non riuscivo quasi a capire, di provare a non deludere la fiducia che i creatori della serie avevano riposto in me.

Mi sentivo, in ogni modo, esposta” prosegue spiegando che per alleviare lo stress si buttò a capofitto nell’attività fisica.

Il primo aneurisma

Ed era proprio in palestra quando si sono palesati per la prima volta i sintomi dell’aneurisma. “Ho provato la sensazione che una fascia elastica stesse schiacciandomi il cervello” ha cominciato raccontando al New Yorker.

Ho cercato di ignorare il dolore e andare avanti, ma semplicemente non potevo farlo. Il dolore – come dei colpi, delle pugnalate, delle compressioni – stava peggiorando. In un certo senso sapevo cosa stava accadendo: il mio cervello era danneggiato” prosegue l’attrice che all’epoca aveva solo 24 anni.

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Emilia Clarke alla cerimonia degli Oscar 2019

Il primo soccorso giunse da una donna, ma Emilia di quel momento ricorda poco o nulla, ma solo immagini e suoni sfocati, durante la corsa in ospedale. Giunta al pronto soccorso l’attrice fu sottoposta ad una risonanza magnetica che mostro i segni di un’emorragia cerebrale.

Avevo avuto un aneurisma, la rottura di un’arteria. Come ho scoperto in un secondo momento, circa un terzo dei pazienti con la stessa diagnosi muore immediatamente o poco dopo“. Fu necessario intervenire d’urgenza ed operare per evitare danni permanenti.

Il risveglio

La Clarke è stata sottoposta ad un intervento molto delicato e per farlo è stata trasferita al National Hospital for Neurology. È lì che si è risvegliata con dolori lancinanti e in stato confusionale. “Sono un’attrice, devo ricordarmi le battute e ora non riuscivo a ricordarmi nemmeno il mio nome.

Stavo soffrendo di afasia, una conseguenza del trauma subito dal mio cervello. Anche se stavo dicendo cose senza senso, mia madre è stata così gentile dall’ignorarle e provare a convincermi che ero perfettamente lucida“.

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Il personaggio di Daenerys Targaryen

Non appena si è rimessa in piedi la Clarke ha deciso di partire con il resto del cast di GOT per la promozione della serie, rimettendosi in discussione. Ma i medici non mancarono di raccomandarle di tenere le sue condizioni di salute sotto controllo, poiché il problema avrebbe potuto ripresentarsi.

Un secondo episodio

Ed in fatti nel 2013 Emilia fu costretta a spiegare la sua situazione alla produzione della serie, nel bel mezzo della terza stagione, poiché i medici durante controlli di routine avevano individuato un altro piccolo aneurisma. Chiese però che fosse rispettata la sua privacy e la notizia non fosse diffuse.

Al termine delle riprese fu costretta a sottoporsi ad un nuovo intervento. Quando mi hanno svegliato stavo urlando dal dolore. La procedura non aveva funzionato. Avevo un’importante emorragia e i dottori mi hanno detto chiaramente che le mie chance di sopravvivenza erano poche se non mi operavano di nuovo. Questa volta dovevano accedere al mio cervello attraverso il cranio e l’operazione doveva avvenire immediatamente“. E questa volta fu ancora più dura. “Avevo l’aspetto di qualcuno che aveva affrontato una guerra molto più violenta rispetto a quelle affrontate da Daenerys. Ero uscita dall’operazione con un drenaggio che usciva dalla testa. Parti del mio cranio erano state sostituite con il titanio. E c’era, in particolare, la costante preoccupazione riguardante ogni possibile perdita cognitiva o dei sensi“. Ora la Clarke è fuori pericolo e si prepara a presentare il gran finale di Game of Thrones che i fan attendono ormai da più di un anno e mezzo.