Morto Rafi Eitan, l'uomo che ha catturato Eichmann

Si è spento all’età di 93 anni a Tel Aviv, Rafi Eitan, ex ministro e ex ufficiale dei servizi segreti israeliani. Eitan è ricordato per essere l’uomo che ha guidato la spedizione in Argentina che ha portato alla cattura di Adolf Eichmann il gerarca nazista che ideò e portò avanti il progetto chiamato “soluzione finale”, ovvero lo sterminio.

Morto Rafi Eitan: l’uomo che ha catturato Eichmann

Nato a nel kibbutz Ein Harod il 23 novembre 1926, da genitori immigrati in Palestina dalla Russia nel 1923. Il padre era un agricoltore e poeta, mentre la madre era un’attivistista. Eitan è arrivato a studiare alla London School of Economics negli anni ’40.

Negli anni della guerra ha collaborato ad operazioni segrete per trasportare quanti più ebrei possibili dall’Europa alla Palestina. Eitan è stato un noto politico, ex ministro dello stato di Israele, ex agente segreto del Mossad (i servizi segreti israeliani) e ex membro dello Shin Bet, agenzia d’intelligence per gli affari interni dello Stato di Israele, la sua scomparsa è per il Paese un momento di profonda commozione. La figura di Rafi Eitan è considerata leggenda, a lui si deve la cattura di uno dei più pericolosi gerarchi nazisti sfuggiti alla cattura dopo la fine del secondo conflitto mondiale: Adolf Eichmann; fedelissimo di Hitler e ideatore della Soluzione Finale.

Rafi Eitan. Credits: Ansa
Rafi Eitan. Credits: Ansa

Negli anni seguenti all’esecuzione di Eichmann, Eitan avrebbe continuato ad operare con i servizi segreti, collaborando anche con l’MI6, i servizi segreti britannici. Durante il governo Thatcher, secondo quanto si legge sul libro Gideon’s Spies: The Secret Histori of the Mossad, Eitan avrebbe contribuito ad una serie di operazioni di contro-terrorismo in Irlanda del Nord.

La cattura di Eichmann

Dopo il secondo conflitto mondiale, Rafi Etian si è occupato di diverse operazioni di intelligence, tra cui anche il coordinamento tra lo Shin Bet e il Mossad.

Ed è stato proprio durante questa fase che Eitan ha toccato forse il punto più alto della sua carriera, la cattura di uno dei fedelissimi di Hitler. Una missione ad alto rischio, avviata non appena scoperto, quasi per caso, che Adolf Eichmann era vivo e viveva con la famiglia nella periferia di Buenos Aires sotto falso nome. Con un team composto da 7 fidati agenti, Eitan partì alla volta dell’Argentina, dove una volta indivuato il gerarca, quesi è stato, catturato, narcotizzato e traportato in un baule a Gerusalemme.

Adolf Eichmann durante il processo e il passaporto falso.
Credits: United States Holocaust Memorial Museum e Fundacion Memoria del Holcausto via Wikipedia
Adolf Eichmann durante il processo e il passaporto falso.
Credits: United States Holocaust Memorial Museum e Fundacion Memoria del Holcausto via Wikipedia

Il processo e la condanna a morte di Adolf Eichmann

Il resto è storia, il processo ad Adolf Eichmann, l’uomo che ha portato Hannah Arendt a coniare l’espressione “banalità del male” di cui il gerarca ne era l’incarnazione, è stato il primo criminale nazista ad essere processato nello stato di Israele. L’intero dibattimento fu trasmesso in televisione; tanti rievocarono i ricordi del dramma dell’olocausto ancora vividi nella memoria collettiva.

Il lavoro della difesa, che ha fatto di tutto per farlo passare come un semplice burocrate che ha solo eseguito gli ordini, reso vano dall’incapacità di Eichmann di nascondere il disprezzo nei confronti delle sue stesse vittime che deponevano in aula.

Adolf Eichmann negli anni della guerra e durante il processo.
Credits: United States Holocaust Memorial Museum/Israle Photo Collection via Wikipedia
Adolf Eichmann negli anni della guerra e durante il processo.
Credits: United States Holocaust Memorial Museum/Israle Photo Collection via Wikipedia

Eichmann condannato a morte e impiccato nella notte tra il 31 maggio e il 1 giugno 1962. Come da prassi a tirare la leva furono due persone per non far sapere quale delle due mani lo avesse ucciso.

Il suo corpo fu cremato e le ceneri disperse nel mediterraneo. Ci sono diverse versioni su quali siano state le sue ultime parole pronunciate prima di morire, oltre a un omaggio alla Germania, all’Austria e all’Argentina, pare abbia ribadito il suo aver solo seguito delle regole. Secondo altre versioni pare che Eichmann abbia detto semplicemente “Ci vediamo presto”, rivolto alle guardie carceriarie, in un’ultima versione invece pare che le sue ultime parole siano state “Spero che voi mi seguiate presto”.