Judy e Will Webb abbracciati

Judy e Will Webb sono stati sposati per quasi 60 anni, 56 per la precisione, condividendo ogni momento della loro vita. Sono morti a poche ore di distanza l’uno dall’altra in una stanza d’ospedale, tenendosi la mano.

56 anni di amore

I coniugi Webb, entrambi 77enni, sono morti lo scorso 6 marzo dopo un periodo di malattia che aveva colpito entrambi. “Non sono mai stati divisi, mai. Sono sempre stati insieme” ha raccontato la figlia MaryBeth, “Sono stati divisi per due mesi in due ospedali diversi e non erano mai stati separati per più di uno due giorni. La prima ad ammalarsi è stata Judy e, come riportato da WXYZ, “Da quel momento in poi, tutto quello che le è successo è successo anche a lui in un posto diverso”.

La malattia per un po’ li ha divisi ma alla fine sono riusciti a tornare insieme.

Judy e Willy Webb – Fonte: abc news

Uniti anche nella morte

Alla fine, la coppia si è ricongiunta, entrambi si sono curati nello stesso ospedale, nella stessa stanza. Hanno unito i letti in modo da poter condividere anche questo momento. Si sono tenuti la mano fino alla fine, fino a quando Will non ce l’ha più fatta ed è morto.

MaryBeth racconta che la madre si è ammutolita ma ha continuato ad accarezzare la mano del marito, come a volergli dire “Presto sarò lì con te”, ha raccontato commossa la figlia, “Per me, non volevano vivere l’uno senza l’altro”. Will è morto alle 2 del mattino e Judy qualche ora dopo. “Quando è morto mio padre ho chiesto a mia madre se voleva raggiungerlo” continua MaryBeth, spiegando che la mamma era sotto shock: “Si rianimò, alzò la testa e mi chiese, ‘Si, dov’è?’”.

marybeth webb guarda album di famiglia
MaryBeth, la figlia della coppia, mentre guarda l’album di famiglia – Fonte: abc news

Judy e Will lasciano una grande famiglia di 3 figli, 5 nipoti e 4 pronipoti.

Una famiglia molto unita che è cresciuta con l’esempio di “una grande storia d’amore”, come ha spiegato MaryBeth. “Sono felice che siano morti insieme e che non abbiano dovuto soffrire la perdita dell’altro. Ma è ancora dura.