alaska caldo orsi

Un serio problema ambientale, per la fauna e per la popolazione: l’Alaska, uno dei territori più freddi per antonomasia, è alle prese con un caldo anomalo per questo periodo dell’anno, con temperature di venti gradi più alte della norma anche nelle zone più settentrionali. Una situazione delicata, che ha messo in allarme gli ambientalisti preoccupati per gli effetti che i cambiamenti climatici potranno avere sulla fauna, soprattutto per specie come le foche.

“In Alaska è come se fosse maggio”

Di solito, in Alaska, ad inizio primavera le temperature, specie nelle zone più a nord dello Stato americano, si assestano abbondantemente sotto lo zero: la colonnina di mercurio si assesta in media attorno ai meno 20 gradi.

Non quest’anno a quanto pare: a causa dei cambiamenti climatici, L’Alaska in questi giorni è stato infatti investito da un’ondata anomala di caldo, con temperature che nella settentrionalissima Barrow hanno toccato il meno uno, una media più alta persino di 20 gradi rispetto alla norma. La preoccupazione tra ambientalisti e autorità è molta. Secondo il climatologo Rick Thoman, in Alaska è come se fosse già maggio inoltrato.

Paura per foche e orsi

E la situazione non accenna a migliorare: a cavallo tra marzo e aprile le temperature dovrebbero persino aumentare.

tutta colpa dei cambiamenti climatici, sostengono gli ambientalisti, con conseguenze sia per la popolazione che per la fauna.

Già, perché nei lunghi mesi invernali, i corsi d’acqua in Alaska sono sfruttati come immense strade di ghiaccio, grazie a cui è possibile trasportare merci e raggiungere zone isolate con estrema facilità. Quest’anno, visto il caldo, il ghiaccio è già troppo sottile perché ciò accada.

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Molta apprensione anche per il ciclo riproduttivo di foche e orsi polari, animali che proprio sul ghiaccio di fiumi e laghi sono soliti partorire i propri cuccioli.