Desirée Mariottini: test del dna incastra 3 dei 4 indagati

Si torna a parlare dello stupro e della tragica morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina, che è stata trovata senza vita in uno stabile abbandonato all’interno del quartiere San Lorenzo di Roma, il 19 ottobre scorso. Dai risultati del test del Dna effettuato sul corpo della ragazza sono emerse tracce genetiche di 3 dei 4 uomini arrestati per averla violentata e uccisa.

Il test del Dna

Il risultati del test del Dna effettuato sul cadavere di Desirée Mariottini hanno incastrato 3 dei suoi 4 aguzzini: sul suo corpo sono state trovate tracce di Mamadou Gara, unico ad essere in carcere con l’accusa di omicidio volontario oltre a quella di violenza sessuale, di Alinno Chima e Yusif Salia.

Dopo il test del Dna, è certo che Yusif Salia e Mamadou Gara abbiano stuprato la ragazza 16enne quella notte in cui morì, di Alinno Chima sono state trovate tracce che non sarebbero relative a una violenza carnale. La dinamica dell’accaduto resta ancora da chiarire.

Desirée Mariottini: test del dna incastra 3 dei 4 indagati
Desirée Mariottini

Non sono state trovate tracce del Dna di Brian Minthe, nigeriano 43enne, ma gli inquirenti avrebbero prove che attesterebbero in ogni caso la violenza sessuale ai danni della ragazza. Per quanto riguarda Yusif Salia, 32enne originario del Ghana, anche se ha ammesso di aver avuto con la 16enne un rapporto sessuale consensuale, ha negato di essere presente quando è morta, ma gli investigatori non credono alla sua versione.

Ora sono tutti indagati per il reato di abuso sessuale aggravato dalla minore età della vittima, l’unico ad essere indagato per l’omicidio volontario di Desirée è Mamadou Gara, 27enne senegalese. Tutti e 4 gli indagati si trovano in carcere. Lo scorso novembre, il Tribunale del Riesame aveva fatto cadere l’accusa di omicidio per Brian Minthe e Alinno Chima. Si attendono i prossimi sviluppi delle indagini.

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Forse vittima di una trappola

Desirée Mariottini è stata stroncata da un mix di 5 sostanze stupefacenti che era stata indotta ad assumere.

Un mix letale che l’avrebbe uccisa e, proprio mentre era sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti, i suoi aguzzini avrebbero abusato sessualmente di lei. Il mix di stupefacenti era stato fornito agli imputati da un uomo di 36 anni di Roma, Marco Mancini, tutt’ora in carcere per spaccio.

Desirée Mariottini: test del dna incastra 3 dei 4 indagati
Desirée Mariottini

La 16enne si è sentita male ma nessuno degli aguzzini avrebbe fatto qualcosa, come chiamare i soccorsi, per impedire che la 16enne di Cisterna di Latina morisse per una presunta overdose su quel materasso lercio adagiato a terra nello stabile abbandonato, diventato un centro di spaccio, in via dei Lucani, nel quartiere romano di San Lorenzo, la notte tra il 18 e il 19 ottobre scorso. Una giovane testimone aveva detto che Desirée Mariottini era stata vittima di una trappola per incastrarla e stuprarla, ancora però si attende che vengano individuate con esattezza le singole responsabilità degli accusati nella sua tragica morte.