torre maura proteste

Una rivolta è scoppiata ieri a Torre Maura, quartiere della periferia romana, dove dovevano essere ricollocate 70 persone di etnia rom in un centro di accoglienza. I residenti, supportati da organizzazioni di estrema destra come CasaPound e Forza Nuova, hanno scatenato una violenta protesta per impedire il trasferimento. Anche stasera ci sono disordini in via dei Codirossoni, dove sarebbe scoppiata una bomba carta. I manifestanti hanno mostrato i saluti romani.

Torre Maura, continuano le proteste fomentate dall’estrema destra

L’odio razziale si manifesta violentemente nella protesta che sta animando Torre Maura, periferia dimenticata fino a ieri, quando il disagio sociale ha trovato sfogo.

Il violento attacco verso gli ospiti del centro accoglienza, famiglie di etnia rom, tra cui 33 bambini e 22 donne di cui 3 incinte, va in scena anche stasera, mentre cominciano i trasferimenti.

Presenti insieme ai residenti, i militanti di Forza Nuova e CasaPound, assembramenti di estrema destra che hanno messo il cappello sulla manifestazione. Una bomba carta è esplosa nel pomeriggio dietro il palazzo di via Codirossoni, mentre si susseguono minacce e intimidazioni anche verso gli altri residenti di etnia rom del quartiere.

Aperta un’inchiesta per minacce e danneggiamento

In seguito alla devastazione delle proteste di ieri sera, la Procura di Roma ha aperto un fascicoli e cerca di individuare i responsabili.

Oltre ai danni fisici, alcuni cassonetti e un’auto sono stati dati alle fiamme, anche intimidazioni. Alcuni manifestanti hanno calpestato il pane destinato agli ospiti del centro, urlando frasi come “Devono morire di fame” e “Dobbiamo bruciarli vivi“.

Il pane calpestato durante le proteste. Foto: Twitter
Il pane calpestato durante le proteste. Foto: Twitter

Le accuse sono di danneggiamento e minacce aggravate dall’odio razziale. Mentre il primo pulmino del ricollocamento ha lasciato la struttura, sono stati intonati cori e sono comparsi saluti romani. I residenti hanno dichiarato che non abbandoneranno il presidio del centro accoglienza finché tutti i nomadi non saranno ricollocati altrove.

La sconfitta dell’amministrazione Raggi

L’amministrazione romana, in seria difficoltà per i continui scandali che la scuotono e i disagi ai trasporti, ha perso anche la battaglia delle periferie. La giunta Raggi, per bocca di Marco Cardilli, delegato alla Sicurezza, ha fatto sapere che “Abbiamo deciso di procedere a una progressiva ricollocazione per restituire tranquillità al quartiere. Stiamo esaminando e analizzando tutte le possibili soluzioni sul territorio“.

Roberto Romanella, presidente pentastellato del sesto municipio, ha denunciato una mancanza di informazioni da parte del Comune. “Certo si parla tanto di integrazione e da qualche parte si sarebbe dovuto iniziare“, ha dichiarato, “in questo caso siamo proprio caduti dal pero, non eravamo stati informati di nulla. C’è stato un grave difetto di comunicazione, non deve più accadere“.