luigi di maio


Pare che sia finita per il bonus baby sitting per le mamme che rinunciano al congedo parentale. Per ora se ne potrà usufruire fino al 31 dicembre 2019, la legge di bilancio, infatti, non ha prorogato quella norma che permetteva alle mamme di convertire il congedo parentale con un bonus, che arriva fino a 600 euro al mese per 6 mesi, per pagare la baby sitter oppure l'asilo.

La spiegazione dell'Inps

È l'Inps a confermare la fine del "contributo per i servizi di baby-sitting e per i servizi all'infanzia". Questo vuol dire che dal 1 gennaio 2019 le madri non possono più presentare domanda per accedere al beneficio. Chi invece ha fatto richiesta nei mesi precedenti, se rimanessero anche dei mesi residui dopo la scadenza di dicembre, questi verranno considerati "oggetto di rinuncia" e quindi ci sarà un riconvertimento in mesi interi di congedo parentale. "Nel caso di lavoratrice che abbia ottenuto un contributo baby-sitting di tre mesi (importo 1.800 euro) e abbia utilizzato il contributo, al 31 dicembre 2019, per un importo pari a 610 euro, si considera oggetto di rinuncia un solo mese, mentre gli altri due si considerano entrambi fruiti in ragione del superamento dell'importo di 600 euro, che determina l'impossibilità di frazionare il secondo mese di fruizione", spiega l'Inps. C'è invece una data di fine diversa, per chi usufruisce del contributo per gli asili nido: nel caso si potrà usare fino al 31 luglio 2019.

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Immagine di repertorio

La Lega contro Di Maio

La decisione ha scatenato gli animi anche all'interno del Governo. Fonti della Lega puntano il dito contro Di Maio: "Il cosiddetto voucher babysitter è sempre stato gestito dal ministero del Lavoro di Luigi Di Maio". E ancora: "Ci auguriamo che Di Maio, titolare di un ministero col portafoglio voglia porre rimedio al mancato rinnovo". Intanto anche gli storici oppositori partono alla carica, tra cui Matteo Renzi: "Aver cancellato i bonus per asili nido e baby-sitter è assurdo. Ogni giorno questo Governo ci regala una perla di stupidità. La realtà è implacabile: una dopo l’altra stanno cadendo tutte le bugie della loro “narrazione”. L’Italia è in recessione, il conto lo paga la povera gente".