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Patrick Wymer, orginario di Cardiff, in Galles, ha 52 anni e da 2 soffre di un terribile cancro all’intestino.

Eppure, nonostante tutte le cure a cui si deve sottoporre, gli effetti collaterali che ciò comporta e il fatto che sia a conoscenza di essere un malato terminale, desidera solo una cosa: sfatare il tabù del cancro all’intestino

Il 52enne Patrick Wymer

Il 52enne soffre di un cancro all’intestino al quarto stadio

Solo il 10% dei pazienti nelle mie condizioni vivono oltre i 5 anni e io sono già 2 anni che sto così. Ma, prima di morire, voglio far finire il tabù che riguarda il cancro all’intestino”, è così che il 52enne inizia a spiegare la sua ultima volontà. 

Ai giornalisti del quotidiano britannico Metro.uk, Patrick Wymer ha raccontato che, nel giugno del 2017, gli è stato diagnosticato un cancro all’intestino al quarto stadio. In particolare, ha spiegato: “È successo tutto così velocemente. Qualche settimana dopo essermi fatto visitare dal mio medico, visto che soffrivo di lievi dolori allo stomaco, sono stato operato d’urgenza, in quanto doveva essere rimosso dal mio intestino un grosso tumore. ‘Quarto stadio’ significa che la malattia si è diffusa oltre l’intestino e, nel mio caso, ha colpito anche il fegato e i polmoni”. 

È anche stato sottoposto a un intervento di stomia

Tuttavia, durante l’operazione, è stato sottoposto a un intervento chirurgico di stomia: “Ho avuto il piacere di ricevere uno stoma, un’apertura nell’addome attraverso la quale le mie feci passano in una borsa. Per me, questo fu quasi uno shock più grande del cancro stesso”. 

Ciononostante, tale fatto non gli ha fatto perdere il coraggio che lo contraddistingue: “Con l’aiuto delle stupende infermiere specializzate in stomia, è diventato sorprendentemente facile da vivere e, francamente, ora è l’ultima della mie preoccupazioni.  

Patrick racconta la sua esperienza, tramite un blog

Una grande lezione di vita

Sono stato regolarmente in chemioterapia per cercare di tenere sotto controllo la malattia il più a lungo possibile” – ha dichiarato – “Il trattamento è estenuante e gli effetti collaterali possono lasciarmi terribilmente affaticato per diversi giorni”. 

Eppure, Patrick ci propone un’affascinante lezione di vita: “Come faccio a farcela? La più grande sfida è l’accettazione. Prima che mi venisse diagnosticato il cancro all’intestino, avevo una ragionevole aspettativa di vita di circa 30 o più anni. Ho dovuto ricalibrare il tutto e pensare che forse mi sarebbe rimasto ancora qualche mese. Continuo a occupare questo strano spazio tra la mia vita pre-cancro e la probabile morte prematura”. 

“È psicologicamente devastante”

Sebbene possa sembrare davvero incredibile, il 52enne è riuscito a trovare un risvolto positivo nella malattia: “Mi ci è voluto un po’ per abituarmi a una questione così drammatica, ma, adesso, mi concentro molto sul ‘qui e ora’ e ciò mi costringe a valutare cosa sia più importante nella vita. Stranamente, è stato un cambiamento abbastanza positivo per me, assaporare e godere del momento presente. Ho costruito una nuova vita e questo è, a modo suo, soddisfacente”.

Ovviamente, anche lui presenta dei bassi: “Ho i miei momenti, però. Il cancro può essere psicologicamente devastante ed è difficile anche per la propria famiglia e le persone care. Mentre ci sosteniamo a vicenda, inevitabilmente abbiamo dei momenti in cui l’accettazione è una grande sfida. A volte, mi chiedo se sto negando la serietà della mia malattia. Mi sento bene, quando non sono in chemioterapia, quindi è spesso difficile immaginare di essere gravemente malato. Cerco di godermi pienamente la vita, ma non è facile pensare a una fine prematura”. 

"Mi concentro sul qui e ora"

Il cancro all’intestino è il quarto cancro più diffuso

Questa esperienza ha portato Patrick Wymer ad aprire un blog, in modo da raccontare e spiegare cosa voglia dire avere un cancro all’intestino e a cosa ciò comporti, perché, come ha spiegato: “Di frequente, le persone sono sorprese appena scoprono che il cancro all’intestino è il quarto cancro più comune nel Regno Unito e il secondo cancro-killer”. 

Tra l’altro, ciò ha avuto un importante effetto anche nella sua vita: “Nella mia vita pre-cancro, non avevo mai pensato di scrivere un blog, ma trovo terapeutico parlare di come mi sento ed è molto soddisfacente vedere che agli altri piaccia leggerlo”.