Foto: Hani Amara/Reuters

La Libia fa nuovamente ribollire il Medio Oriente: Il Paese, spaccato in due zone d’influenza dopo la caduta di Gheddafi, è di nuovo sull’orlo della guerra civile.

Cosa sta succedendo il Libia

Il generale della Cirenaica  Khalifa Haftar ha iniziato la marcia verso la capitale Tripoli, dove si trova il Governo di accordo nazionale retto da Fayez Serraj. António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, è volato in Libia venerdì per tentare di trattare con Haftar. Purtroppo il polito portoghese ha lasciato il Paese senza uno stop alle azione militari, che rischiano di gettare la Libia di nuovo nel caos.

L’Eni, in accordo con la Farnesina, ha comunicato di aver evacuato il personale italiano dal Paese: “La situazione nei campi è sotto controllo e stiamo monitorando l’evolversi della situazione con molta attenzione“.

Tripoli. Fonte: Al Jazeera
Tripoli. Fonte: Al Jazeera

Libia, il generale Haftar continua la marcia verso Tripoli

Si troverebbe a una manciata di chilometri dalla capitale libica il generale Haftar che, con il suo LNA (Esercito nazionale libico), punta a deporre il governo di Serraj, appoggiato dall’Italia e dalle Nazioni Unite. L’uomo che regge l’Est del Paese ha dichiarato di essere il “liberatore dalle forze terroristiche” in quello che è uno stravolgimento dei delicati equilibri di potere in Libia.

Il generale di Bengasi sarebbe appoggiato dagli Emirati Arabi, dalla Russia e probabilmente dall’Arabia Saudita, le vere potenze regionali da quando gli Stati Uniti hanno “abbandonato” il Medio Oriente sotto l’amministrazione Trump.

Haftar avrebbe conquistato l’aeroporto della capitale, chiuso dal 2014, e il checkpoint 27 30 chilometri a ovest di Tripoli, bloccando la strada verso la Tunisia. Il presidente Serraj ha risposto bombardando nella notte al-Hira, nella Tripolitania. La città era stata presa dal generale 75enne e, durante gli scontri, sarebbero stati presi prigionieri diversi soldati fedeli a Haftar.

L’ONU: “Unica soluzione è politica”

António Guterres, dopo un insoddisfacente incontro con Haftar, ha lasciato il Paese.

Lascio la Libia con il cuore pesante e profonda preoccupazione. Spero ancora che sia possibile evitare un sanguinoso conflitto a Tripoli“, ha twittato il segretario generale. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha dichiarato “profonda preoccupazione per le attività militari a Tripoli, che mettono a rischio la stabilita’ del Paese, le prospettive per una mediazione dell’ Onu e una soluzione politica globale alla crisi“.

Anche la Commissione europea si è detta preoccupata per l’escalation, che rischia di innescare “uno scontro incontrollabile. Chiediamo a tutte le parti di allentare la tensione e cessare tutte le provocazioni“. Nessun riferimento in prima persona al generale 75enne, un fatto che evidenzia la mancanza di coesione e di peso nella gestione della crisi libica. Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri riferirà sulla situazione lunedì in Lussemburgo, dove si terrà la riunione dei ministri degli Esteri.

Immagine di copertina: Hani Amara/Reuters