sergio zanotti in ostaggio di Al Qaeda

Dopo l’annuncio del Premier Conte sull’avvenuta liberazione dell’imprenditore, e l’arrivo ieri sera a Ciampino, Sergio Zanotti, l’imprenditore italiano rapito in Siria nel 2016, è stato ascoltato per 3 ore dagli inquirenti della procura di Roma. L’uomo ha confermato di essere stato rapito da un gruppo affiliato di Al Qaeda, a venderlo ai militanti un tassista abusivo.

Sergio Zanotti venduto ad Al Qaeda da un tassista

Reduce da un dissesto economico, l’imprenditore ha raccontato di essersi recato in Turchia per affari. Il suo avrebbe dovuto essere un viaggio di pochi giorni; aveva scelto quella destinazione per un affare legato alla numismatica. Come si legge su Ansa: “Ero senza lavoro, ho deciso di andare in Turchia, nella zona di Hatay a pochi chilometri dalla Siria, per cercare di acquistare dinari da rivendere in Europa dove nel mercato della numismatica hanno un valore”.

Zanotti ha poi raccontato di essere stato venduto dal suo tassista, un abusivo, come lui stesso racconta: “Sono stato però venduto dal mio tassista abusivo a dei miliziani che mi hanno narcotizzato: il 14 aprile del 2016 mi sono risvegliato in una casupola nella zona di Aleppo”.

Mai in catene

Nel resoconto degli ultimi anni, l’imprenditore ha raccontato di non essere mai stato tenuto in catene, queste ultime erano usate solo quando venivano girati i video del riscatto.

Negli ultimi tre anni, ha raccontato Zanotti, ha cambiato circa 10 prigioni, tutte nella zona di Aleppo. Nel complesso, nonostante la condizione di prigionia, l’uomo ha detto di essere stato trattato bene. 

Sergio Zanotti in ostaggio di Al Qaeda
Sergio Zanotti in ostaggio di Al Qaeda. Credits: ANSA

Nel complesso le sue condizioni sono buone, anche se fisicamente provato dalla prigionia. “Ieri mi sono visto per la prima volta allo specchio dopo tre anni, e ho fatto fatica a riconoscermi: sembro invecchiato di 15 anni”. 

Il rapimento e il ritorno a casa

Sergio Zanotti era stato rapito in Siria nell’aprile del 2016 ma, la conferma del suo rapimento arrivò solo 7 mesi dopo, a seguito della divulgazione di un video.

Nelle drammatiche immagini si vedeva l’uomo con la barba lunga, legato e inginocchiato in un campo di ulivi, con alle spalle il suo carceriere. Chiedeva aiuto al Governo italiano Sergio, affinché la sua liberazione giungesse al più presto. Ieri l’annuncio del Premier Giuseppe Conte, l’imprenditore originario di Morone, provincia di Brescia, è libero e entro sera sarebbe giunto in suolo italiano. 

Il plauso della classe politica

Un’operazione definita dal Presidente del Consiglio, come il risultato di una delicata azione di intelligence. Un’azione coordinata dall’AISE che ha raccolto i complimenti di tutta la classe politica, tra cui anche quello del ministro della difesa Elisabetta Trenta, che su Twitter ha scritto: “Alla nostra agenzia di intelligence il mio sentito ringraziamento. Con una attività mirata e incessante ha consentito la liberazione del nostro connazionale che potrà finalmente tornare a casa“.

Anche i vice-premier Salvini e Di Maio hanno espresso i loro complimenti: “Felice per la liberazione di Sergio Zanotti, l’ennesima operazione che conferma l’efficacia della nostra intelligence. Abbiamo professionisti di grande capacità e che tutelano gli italiani, sia in patria che all’estero”, ha dichiarato Matteo Salvini, mentre Di Maio scrive: “La liberazione in Siria di Sergio Zanotti è una gran bella notizia. Le mie più sincere congratulazioni ai nostri apparati di intelligence, in particolare all’Aise, e a coloro che hanno lavorato per consentire la liberazione del nostro connazionale”.