polizia immagine di repertorio

Erano in due: un palermitano residente in Brianza e un marocchino della provincia di Novara e secondo le indagini della Procura di Palermo erano due “lupi solitari” che si addestravano per combattere con i miliziani in Siria.

Radicalizzazione

Le indagini hanno portato il 24enne palermitano, convertito all’Islam, ad essere indagato per istigazione a delinquere per aver inneggiato all’Isis sui social. Mentre il 18enne marocchino è accusato di aver spinto l’amico verso la radicalizzazione oltre ad aver cercato di convincerlo ad andare a combattere con l’esercito dell’Isis in Siria e Turchia. A quel punto i due non si sono addestrati solo fisicamente al combattimento ma hanno anche imparato per mesi come compiere atti terroristici e di sabotaggio. Per le indagini questi sono “tutti comportamenti univocamente finalizzati alla commissione di condotte con finalità di terrorismo rivolte ad arrecare grave danno a più Paesi, sia mediorientali che europei, e compiute allo scopo di intimidire la popolazione o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di tali Stati“.

Pronti alla battaglia

Per i pm che si sono occupati del caso, i due “intraprendono il jihad senza una ben precisa e chiara organizzazione ma spinti e motivati solo dal crescente odio verso i Kuffar, parola araba che indica, attraverso una grande varietà di sfumature, la persona che non crede nel Dio islamico“. Secondo il provvedimento di fermo i due sarebbero “mujaheddin virtuali” che “promuovono una guerra culturale, anche a colpi di tweet e di notizie artatamente piegate alla propaganda radicale“.