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Frosinone – La donna aveva detto ai carabinieri che il figlio di 2 anni era stato investito da un’auto pirata, dopo qualche ora i sospetti dei carabinieri si sono concentrati proprio sulla donna 29enne e alla fine, dopo ore di interrogatorio, avrebbe confessato quanto accaduto al suo piccolo.

Il presunto investimento

Gli uomini del 118 sono stati chiamati ieri da una donna che aveva denunciato l’investimento del figlio. Quando sono arrivati però per il piccolo, di appena 2 anni, non c’era niente da fare. Subito è apparso chiaro che le cose non erano andate come la madre stava raccontando.

Del caso si sono occupati i carabinieri di Piedimonte San Germano che hanno deciso di interrogare la donna.

L’interrogatorio e la confessione

Dopo ore di interrogatorio, alle 4.20 di questa mattina, Donatella Di Bona avrebbe raccontato cosa è successo al piccolo. La donna, che pare presenti sul volto segni di graffi, lo avrebbe strangolato perché il figlio non voleva tornare a casa con lei, ma andare dalla nonna. Di fronte ai capricci del piccolo lo avrebbe afferrato al collo fino ad ucciderlo.

L’accusa per lei è di omicidio aggravato. La 29enne è già stata trasferita nel carcere di Rebibbia.