Due elefanti con le zanne

Elefanti uccisi per ricavare dalle loro zanne il pregiato avorio: è una pratica violenta che continua a sterminare migliaia di esemplari. Il sequestro avvenuto nelle scorse settimane in Cina mostra però un dato raccapricciante. Sarebbero 1.400 gli animali uccisi per ottenere oltre 7,5 tonnellate di avorio da vendere sul mercato del contrabbando a collezionisti del lusso.

Zanne di elefante sequestrate in Cina

Le zanne di elefante che sono state ritrovate in Cina lo scorso 30 marzo hanno seguito un lungo viaggio prima di giungere nel paese asiatico. Spedite via mare dall’Africa, sono arrivate nascoste dentro un carico di legname per poi essere vendute sul mercato nero.

Doganieri e agenti di polizia di sei province le hanno però scoperte durante un’operazione che ha portato a galla una drammatica realtà. Di fronte ai loro occhi c’era un’estesa quantità di zanne: 2.748. Si tratta di un sequestro da record, a poca distanza da quello avvenuto a Hong Kong nel febbraio scorso. Qui insieme all’avorio degli elefanti erano state rinvenute anche 8,3 tonnellate di scaglie di pangolino, conosciuto anche come formichiere squamoso.

Un’efferata strage di elefanti

Il sequestro rivela anche il suo drammatico retroscena: sono stati uccisi 1.400 animali per ricavare le ambite zanne. Una strage che continua a mietere elefanti in zone d’Africa dove un tempo prosperavano.

Per esempio in Tanzania il 60% di questi giganti della natura sono stati sterminati. Anche i dati del WWF non fanno ben sperare, ma anzi rivelano che sono oltre 200 mila gli esemplari uccisi ogni anno. Il bracconaggio comporta infatti una diffusa violenza per rispondere all’alta richiesta di avorio, che proviene soprattutto dai paesi asiatici. A questo materiale pregiato si aggiunge anche l’interesse per la pelle degli elefanti. Si tratta di commerci e traffici illegali nati per soddisfare una futile smania di lusso e di pezzi rari.

Per la specie degli elefanti è invece una minaccia alla sua stessa sopravvivenza.

zanna di un elefante