due medici ripresi dal basso mentre operano

Leila Armitage è nata senza apparato uditivo e senza alcuna possibilità concreta di poter un giorno sentire anche la sua stessa voce. Oggi all’età di 7 anni la scienza e la speranza hanno donato alla piccola la gioia di poter comprendere il concetto di suono.

La storia di Leila

Quella di Leila è una storia che ci fa sentire meglio: un racconto di speranza e impegno dei genitori uniti agli straordinari progressi della scienza. Alla nascita i medici avevano riferito ai genitori che non avrebbe sentito neanche lo scoppio di una bomba a pochi centimetri di distanza e, come riferisce il padre, Bob Armitage alla BBC: “Non aveva apparato uditivo e questo significava che non l’avrebbero potuta aiutare né gli apparecchi acustici né un impianto cocleare“. Apparentemente sembrava condannata a non sentire mai la voce dei genitori. Oggi la forza di volontà e l’impegno dei genitori hanno ridato una nuova vita alla bambina.

L’intervento

I genitori non hanno smesso di crederci e si sono affidati a un intervento chirurgico pioneristico. La delicatissima operazione ha previsto l’installazione di un dispositivo nel cervello con l’obiettivo di stimolare le vie uditive. A questo è stato aggiungo un microfono e un’unità di elaborazione del suono sul lato destro del cervello con il compito di inviare gli impulsi al dispositivo. Naturalmente l’intervento non garantisce un recupero completo ed è parametrato alla reazione del soggetto. Leila, però, sembra reagire benissimo e i risultati sono ottimi.

Buonanotte mamma

Oggi Leila ha sette anni e ne sono passati cinque dall’intervento presso Guy’s and St Thomas’ NHS Foundation. La bambina ha seguito un importante processo di riabilitazione per arrivare a comprendere il concetto di suono. Oggi riesce a sentire le voci attraverso un apparecchio telefonico, risponde ai suoni, pronuncia frasi di senso compiuto e canticchia alcune canzoni. I risultati di ciò sono nelle parole dei genitori che sono felici delle nuove possibilità che sono riusciti a dare alla figlia. Hanno voluto regalarle una vita migliore che gli garantisse anche una maggiore sicurezza.  La gioia più grande, racconta la mamma Alison: “È quando la porto a letto, mi dice ‘buonanotte mamma’ ed è una cosa inaspettata per me“.