Il kakapo rischia l'estinzione

Il numero record di nascite nella stagione degli amori del kakapo riaccende le speranze sul futuro della specie. Il verde pappagallo, meno noto di altri colleghi animali considerati a rischio, è in via di estinzione: solo 147 esemplari sopravvivono nelle foreste neozelandesi. La primavera 2019 ha però portato con sé un autentico baby boom: ben 76 pulcini sono venuti al mondo, e si stima che almeno 60 di essi raggiungeranno l’età adulto. Gli esperti festeggiano: il numero è oltre il doppio dell’ultima ondata di nascite, avvenuta nel 2016.

Kakapo con le sue uova
Un kakapo veglia le sue uova nel nido (Fonte: Twitter @takapodigs)

Kakapo, chi è costui?

Sconosciuto ai più, il kakapo è il più pesante pappagallo sulla faccia della Terra: gli individui maschi hanno un peso forma che si aggira tra i 2 e i 4 kg. Verde, grosso e dalle buffe movenze, il kakapo è anche l’unico parrocchetto a non poter spiccare il volo. I suoi saltelli possono essere agili sulla terraferma, ma a metterlo alla prova è la scalata degli alberi. Il kakapo, uccello notturno e vegetariano, deve infatti arrampicarsi sulle piante per raggiungere il suo cibo prediletto, la frutta. Leccornia per eccellenza è il frutto del Rimu, conifera tipica della Nuova Zelanda.

Un po’ di storia

Il kakapo oggi è a rischio estinzione, ma un tempo era il re della Nuova Zelanda. Il declino numerico inizia con l’arrivo dei Maori e, in seguito, degli Europei, che portano con loro nuovi pericolosi predatori quali gatti, ermellini e ratti. Scomparso dal Nord dell’isola già nel 1930, per vari anni è considerato estinto. Negli anni ’70, la scoperta: alcuni esemplari vengono ritrovati sulla remota Stewart Island. La popolazione è stata decimata non solo dai nuovi predatori, ma anche dalla caccia e dalla deforestazione. Il DOC (Department of Conservation) della Nuova Zelanda decide allora di passare all’azione e di trasferire gli animali sopravvissuti in due isole remote e protette.

Un kakapo e i suoi pulcini
Ritratto di famiglia: un kakapo con i suoi pulcini (Fonte: Department of Conservation, NZ)

Il piano per salvare il kakapo

Oggi il DOC neozelandese è impegnato dell’ambizioso progetto Kakapo Recovery, per salvare la specie dall’estinzione. Kakapo Recovery combina gli sforzi di scienziati, rangers, volontari e donatori per proteggere il verde parrocchetto. Tutti gli esemplari vivono in alcune isole remote, una vera e propria riserva naturale priva di predatori. I pulcini di kakapo vengono allevati in strutture apposite e successivamente liberati in natura, non prima però di essere stati dotati di un trasmettitore. I kakapo vivono a loro insaputa in una sorta di grande casa del Grande Fratello: ogni nido è sorvegliato con sensori e videocamere. “Non hanno molta privacy”, scherza con la BBC il dottor Digby, del DOC. “Posso vedere cosa fanno, con chi si accoppiano e per quanto tempo”.

L’obiettivo: far conoscere il kakapo

Oltre a spiare la vita del kakapo, il DOC ha l’obiettivo di far conoscere alla gente il bizzarro animale e di sensibilizzare ai rischi che questo animale così poco noto corre. “L’intento del nostro programma è far sì che ogni bambino cresca sapendo cos’è un kakapo, proprio come un elefante o un leone”, dichiara il professor Digby. Il suo account Twitter straripa di fotografie di pappagalli. “Le persone si innamorano di loro”, afferma. “Non si comportano come uccelli, sono un po’ umani. Somigliano addirittura a dei vecchi scorbutici e hanno tutti una diversa personalità”. Intanto, il sito del Kakapo Recovery è pieno di iniziative curiose: campagne di adozione, vendita di gadget “kakapo friendly” e addirittura un concorso di disegno per bambini con velleità artistiche.

(Fonte dell’immagine in evidenza: Department of Conservation, NZ)