Cronaca

Le immagini shock sui pacchetti di sigarette funzionano davvero?

Le immagini scioccanti presenti sui pacchetti di sigarette quanto possono funzionare? Uno studio ha rivelato la loro effettiva efficacia soprattutto sui giovani svelando le tecniche adottate per far sì che la campagna contro il fumo possa permanere viva e forte
immagini scioccanti su pacchi di sigarette

Nel 2016 sono entrate in vigore in Italia le normative UE per i produttori di tabacco. Ma davvero queste immagini ne hanno posto un freno alla vendita? Scopriamolo insieme.

Le fotografie sui pacchi di sigarette influenzano i giovani

Una ricerca condotta dalla James Cook University di Townsville, ha posto l’attenzione sugli effetti che questa campagna di prevenzione ha sortito sulla popolazione. Secondo le direttive di Aaron Drovandi, capo della ricerca, i ricercatori hanno analizzato un campione di 16mila giovani tra gli 11 e i 19 anni.

I risultati di questa ricerca sono positivi ed evidenziano come le immagini scoraggino i giovani al momento dell’acquisto delle sigarette o tabacco. Risultato ottimo e soddisfacente, soprattutto se consideriamo che la maggior parte dei fumatori prende il vizio proprio in età adolescenziale.

Bisogna cambiare spesso le immagini

Drovandi, sul sito dell’Università, sostiene che: “Quando la stessa immagine o lo stesso avvertimento sono usati molte volte, e questo riguarda in particolare le persone più anziane, smette di fare effetto.” Un ricambio continuo delle immagini, quindi, non ne consente l’assuefazione visiva continuando a scatenare il giusto effetto su chi si trova ad acquistare il pacchetto.

Quali immagini hanno funzionato di più?

Dallo studio è emerso che i giovani sono rimasti colpiti principalmente dalle immagini che raffigurano le malattie orali, le immagini esplicite di polmoni malati, di tumori e di danni fetali. Le fotografie che invece hanno registrato un impatto inferiore sono quelle relative all’impotenza e all’invecchiamento sulla pelle. Anche il packaging semplice scoraggia l’acquisto del tabacco.

L’Australia, dal 2012, è stato il primo Paese ad imporre la produzione di packaging “deterrenti”, senza marca, di colore olivastro e coperti di immagini che mostrano gli effetti prolungati del fumo sull’essere umano e sulle persone che gli stanno intorno, come ad esempio i bambini.

Bisogna puntare, quindi, sulla sensibilizzazione perché solo quella può creare una vera e propria coscienza soprattutto nei giovani. I risultati di questa ricerca, che sono positivi, si scontrano però con la realtà dei produttori di tabacco che, al contrario, cercano di spingere per cercare di far aumentare l’acquisto delle sigarette.

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