Rosa e Olindo resteranno per sempre in carcere, no a nuove indagini

Rosa Bazzi e Olindo Romano resteranno per sempre in carcere, condannati all’ergastolo per la strage di Erba. Così hanno deciso sia i giudici di Brescia che quelli di Como. La revisione della sentenza chiesta dall’avvocato di Azouz Marzouk, padre e marito di due delle vittime non verrà effettuata. 

Le nuove indagini

Solo pochi giorni fa, Luca D’Auria, legale di Azouz Marzouk, aveva presentato una richiesta alla Procura di Milano, affinché venissero effettuate nuove indagini. Il padre e marito di due delle vittime della strage di Erba non era convinto della colpevolezza di Rosa e Olindo.

Pensava che la verità fosse un’altra e che gli assassini non fossero i coniugi Romano. L’uomo, che adesso vive in Tunisia con la sua nuova famiglia, ha rivelato a Fanpage.it che “è tutto scritto nelle carte, il colpevole è lì“. Per le sue dichiarazioni, Marzouk è stato anche querelato per diffamazione da Beppe e Pietro Castagna, i fratelli della moglie.

I fratelli Castagna ospiti del programma di Franca Leosini. Immagine: Puntata del 16 dicembre di Storie Maledette
I fratelli Castagna ospiti del programma di Franca Leosini. Immagine: Puntata del 16 dicembre di Storie Maledette

Il no dei giudici

Sia i giudici di Brescia che quelli di Como hanno deciso di non effettuare nuove indagini che per loro risulterebbero “inutili e immotivate“.

La richiesta avanzata dall’avvocato D’Auria e i reperti presentati dai difensori dei coniugi Romano non sono stati accettati. Tra le prove era stato ritrovato un telefonino Motorola, attribuito a Raffaella Castagna, una delle vittime e moglie di Marzouk. Proprio questi aveva dichiarato che il cellulare non apparteneva alla donna. “Non è di mia moglie“, aveva detto. 

Olindo Romano e Rosa Bazzi. Immagine: Archivio Ansa
Olindo Romano e Rosa Bazzi. Immagine: Archivio Ansa

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Rosa, Olindo e l’ergastolo

Dunque, anche se i difensori della coppia hanno annunciato il ricorso in Cassazione, Rosa e Olindo rimarranno in carcere a scontare l’ergastolo.

La sentenza definitiva è giunta dopo molti anni da quel massacro avvenuto la sera dell’11 dicembre 2006. I colpevoli per la morte di Raffaella Castagna e del suo bambino Youssef Marzouk (2 anni), di Paola Galli, madre di Raffaella, e di Valeria Cherubini, una vicina, restano i coniugi Romano. Vennero accusati dall’unico sopravvissuto alla strage, Mario Frigerio, marito della signora Cherubini.