Miniera, immagine di repertorio

Sono 1800 gli operai rimasti bloccati all’interno di una miniera a Rustenburg, in Sudafrica.

Gli uomini sarebbero rimasti sottoterra a causa di un danno a uno dei pozzi di risalita e sarebbero bloccati a 1,5 chilometri di profondità. I lavori per riparare il pozzo di risalita sarebbero troppo lunghi per poter aspettare.

Si sta, dunque, valutando di portarli in libertà grazie a un pozzo distante 4 chilometri dal quale gli operai dovranno risalire a piedi. Nel frattempo sono state rilasciate le prime dichiarazioni dal portavoce della compagnia petrolifera James Wallsted.

Gli operai starebbero bene e non ci sarebbe pericolo per loro

Il portavoce ha dichiarato che gli uomini hanno “cibo, acqua, coperte ed aria a sufficienza” e anche l’apertura di un’indagine.

I pozzi in sudafrica sarebbero tra i più profondi e pericolosi esistenti. Da anni si stanno muovendo decine di avvocati per rendere migliori le condizioni degli operai: non è la prima volta che accadono incidenti come questo e le condizioni lavorative dei minatori sarebbero pericolose e dannose per la salute.
La priorità, ora, rimane comunque cercare di liberare il più in fretta possibile gli uomini.

“Per il momento preferiamo però che i minatori aspettino fermi in un punto”, ha continuato Wallsted.

Mentre si susseguono i soccorsi e le dichiarazioni, non mancano anche altre affermazioni discordanti.

Il sindacato dei minatori africani, l’Acme, Association of Mineworkers and Construction Union, ha dichiarato che il reale numero di operai rimasti bloccati sarebbero più del doppio: si parla di 4000 mila uomini.
La compagnia non ha esitato a smentire, ma se fosse vero le condizioni degli uomini intrappolati potrebbe essere più critica del previsto. A preoccupare sarebbero sopratutto le scorte di cibo, acqua e aria che a questo punto potrebbero non essere più così sufficienti come sostenuto dal portavoce, situazione che potrebbe far degenerare al peggio la situazione.